La realtà non statica e i dati deterministici (a Maurizio Ferrera)

Senza dubbio abbiamo molti punti di accordo. Per il resto, le carte provano che la trasmissione INPS della relazione tecnica non contiene alcun accenno esplicito alla diminuzione dei posti di lavoro e che il titolare MISE non ne ha letto il testo (dimostrando una leggerezza imbarazzante). In più provano, se poi connesse al successivo oltranzismo, che la mancanza di quell’esplicito accenno non è casuale (corrispondendo alla distorta concezione INPS del rapporto col governo).
Buon lavoro. RM

MAURIZIO FERRERA a Raffaello Morelli, mercoledì 18 luglio 2018,

Grazie, abbiamo molti punti di accordo. Sulla vicenda Inps ieri è emerso chiaramente – sulla base di comunicazioni scritte con data e protocollo- che Inps ha risposto a una richiesta MEF e ha trasmesso le proprie stime al MEF medesimo (che le ha inserite nella RT) e al Ministero del Lavoro (che evidentemente non le ha lette), una settimana prima delle dichiarazioni di Di Maio.
Buona giornata, MF

Raffaello Morelli a Maurizio Ferrera, martedì 17 luglio 2018,

Caro Ferrera,

mi permetta alcune osservazioni sul Suo articolo odierno.

Trovo molto opportuna la proposta di predisporre un percorso tracciabile per il transito dei testi ufficiali da un ufficio a un altro, sino all’approdo in Parlamento. Renderebbe possibile la chiara percezione di chi sostiene cosa, che è il presupposto della trasparenza verso i cittadini, indispensabile per il loro giudizio.

Quanto alla tabella invisa al Ministro Di Maio, condivido la Sua considerazione sulla opportunità di far conoscere meglio i calcoli fatti dal Governo al fine di scoraggiare i contratti precari e favorire quelli stabili. Ma ciò non tocca la questione sollevata sulla tabella dal Ministro Di Maio, e poi da Tria: che sia stata inserita dall’INPS in modo indebito, poiché in contrasto con l’indirizzo del governo. Le burocrazie pubbliche, se ritengono di dover eccepire, devono farlo riservatamente scrivendo ai rispettivi Ministri e non attraverso la stampa cercando un contatto diretto con i cittadini. E se non condividono l‘indirizzo del governo, possono dimettersi. In nessun caso possono assumere un ruolo politico diretto finché sono alti dirigenti. E’ un cardine della democrazia liberale.

Trovo molto solida pure la piattaforma logica del Suo secondo paragrafo, “nessuna decisione può prescindere dalla realtà”. Anche questo è un altro aspetto essenziale della democrazia liberale. Che, tra i suoi aspetti essenziali, ha anche quello di esser la sola ad aver colto che esiste il passar del tempo per cui la realtà non è mai statica. Proprio per questa caratteristica dissento allora sul Suo attribuire al governo l’insofferenza verso la materia fattuale. Addirittura facendo Suo nella sostanza il grido di battaglia del Presidente Boeri rivolto ai due Ministri, di fare del negazionismo economico.

Come ho illustrato in un pezzo uscito ieri su Campagne Liberali (http://www.campagneliberali.org/ featured/decreto-dignita-dati-distorti-burocrati) i dati numerici, ad esempio nel caso pensioni, vengono distorti dai burocrati trasformandoli in una base deterministica per prefigurare il dopo che preferiscono. E quindi dissento anche con il Suo qualificare l’INPS tra le non molte istituzioni serie. Dai tempi dalla lettera di Mastropasqua al governo Monti con dati del tutto errati sulla dimensione degli esodati, fino all’attuale insistenza sui migranti indispensabili al pareggio di cassa , l’INPS usa sempre una logica ragionieristica che confonde l’esistente con l’immodificabile.

Senza dubbio il governo giallo verde non è dotato di progetti abbastanza maturati e dovrà essere giudicato in base ai risultati. Ma di sicuro non si possono far passare per risultati già verificati i dati deterministici distorti che i nostalgici della restaurazione sbandierano.

Cordiali saluti

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