La nostaglia per l’inceneritore non ha senso

Di recente i “nostalgici” dell’inceneritore al Picchianti hanno pubblicato un articolo di Enrico Dello Sbarba presidente del circolo culturale “il Centro” a Livorno. Un’esposizione dettagliata di tecnicalità che auspica il ripristino del pieno funzionamento dell’inceneritore dopo la scadenza dell’attuale autorizzazione integrata ambientale (2023). Tesi che rientra in una logica “restaurativa” della città che ovviamente non può dimenticare il buon vecchio inceneritore di Aamps (del 1973).

Con i sogni di restaurazione, però, non si governa perché non si può vivere. Oggi, per vivere, è indispensabile guardare oltre al mero incenerimento dei rifiuti, che provoca non pochi danni alle persone. Oggi abbiamo a disposizione nuove tecnologie che possono ridurre quasi del 85% i materiali da incenerire e quindi essere assai meno inquinanti. Perciò Livorno non ha bisogno di un inceneritore in centro città e soprattutto di un inceneritore che con l’ammodernanento auspicato dai restauratori dovrebbe servire da riferimento per tutto l’ambito costa. Livorno ha invece bisogno di un impianto che soddisfi sicuramente le esigenze della città e la provincia (lasciando un minimo spazio ad eventuali provenienze d’ambito), riduca al minimo i materiali da incenerire e costituisca vere occasioni di lavoro attraverso l’effettiva valorizzazione dei rifiuti (oltretutto con un minore impatto ambientale).

Il Comitato Oltre l’Inceneritore ha presentato due anni fa esatti un quesito per un referendum propositivo che chieda al Consiglio Comunale di creare subito una attività di trattamento meccanico e biologico dei rifiuti urbani, di nuova generazione che non preveda incenerimento e che dunque proceda nella direzione appunto necessaria a Livorno (avviando da ottobre 2022 la chiusura dell’inceneritore al Picchianti). Non per caso la procedura di questo nostro quesito è stata molto osteggiata da diversi burocrati comunali che ne hanno ritardato scientemente il percorso, al fine di evitare che fosse dichiarato ammissibile. Non ci sono riusciti e il Collegio di Garanzia, superati numerosi ostacoli sollevati apposta, ha dato il via libera. Dopo che, lasciata alle spalle la zona rossa, il Comitato Oltre l’Inceneritore avrà ricevuto la relativa notifica, dovranno essere raccolte le firme per giungere ad effettuare il vero e proprio referendum.

Un referendum propositivo che – in perfetta continuità con il suo inserimento quale istituto nello statuto comunale da parte della precedente amministrazione condiviso da tutte le forze politiche allora presenti in consiglio comunale – sarà anche per l’attuale amministrazione l’evento storico del far scegliere direttamente ai cittadini l’indicazione da sottoporre al Consiglio circa le modalità anche tecnologiche per affrontare il rapporto della città con il suo ambiente reale, senza promesse roboanti e senza arretratezze restauratrici.

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