Questa libertà di coscienza è contro il cittadino

Un’intervista del Corriere della Sera al coordinatore della Lista Monti conferma gli equivoci dell’operazione. Qui su due punti essenziali, la questione dei diritti civili e l’appropriazione di concetti politici.

Interrogato sul come la Lista voterà su coppie di fatto, fecondazione assistita, testamento biologico, la risposta è stata “la nostra scelta è quella della libertà di coscienza“. Ora la libertà di coscienza è una garanzia costituzionale, non una discrezione politica. Spetta a ciascun gruppo politico proporre regole riguardo la convivenza. Dunque, l’affermazione lasceremo libertà di coscienza significa che la Lista Monti non propone  regole. Ciò è una ipocrisia pilatesca, almeno. Addirittura lascia mano libera ai gruppi chiusi che imperversano da anni per far passare leggi che impongono al cittadino certe scelte etiche. Lo testimoniano le vicende legislative su tutte le materie eticamente sensibili. Questa libertà di coscienza è di fatto  contro il cittadino. Ed è il contrario della cultura Europea, che ha portato alla unanime sentenza di Strasburgo contro la legge 40, di recente ricorsa  dal Governo Monti.

C’è poi l’appropriazione. Avendo detto che la Lista Monti è alternativa al PD, al Coordinatore è stato chiesto se la Lista è ugualmente alternativa al PDL. La risposta è stata di sì in quanto “come polo autenticamente liberale e riformista abbiamo l’aspirazione di rappresentare la maggioranza dei cittadini italiani“. E dopo ha aggiunto che nella Lista “coesistono più culture”. Il richiamare l’Europa e insieme definirsi autenticamente liberale e riformista – quando in Europa i liberali e riformisti sono un partito contrapposto al partito popolare evocato da Monti persino nel nome della Lista – è un tentativo di raggiro politico degli ignoranti. Di pari passo al mettere l’IMU sulla prima casa, non volerla togliere e insieme voler apparire come riduttori di tasse. Un tentativo reso palese rivendicando il contenere più culture. Cioè l’opposto del metodo liberale, secondo cui ogni individuo è diverso e ogni offerta politica basata su una cultura.

Ciascun gruppo politico ha il diritto di presentare i suoi programmi. Ma altrettanto gli altri, nel caso i liberali, hanno quello di dire che simili scelte bastano da sole a non dare il loro voto alla Lista Monti.

Un’intervista del Corriere della Sera al coordinatore della Lista Monti conferma gli equivoci dell’operazione. Qui su due punti essenziali, la questione dei diritti civili e l’appropriazione di concetti politici.

 

Interrogato sul come la Lista voterà su coppie di fatto, fecondazione assistita, testamento biologico, la risposta è stata “la nostra scelta è quella della libertà di coscienza“. Ora la libertà di coscienza è una garanzia costituzionale, non una discrezione politica. Spetta a ciascun gruppo politico proporre regole riguardo la convivenza. Dunque, l’affermazione lasceremo libertà di coscienza significa che la Lista Monti non propone  regole. Ciò è una ipocrisia pilatesca, almeno. Addirittura lascia mano libera ai gruppi chiusi che imperversano da anni per far passare leggi che impongono al cittadino certe scelte etiche. Lo testimoniano le vicende legislative su tutte le materie eticamente sensibili. Questa libertà di coscienza è di fatto  contro il cittadino. Ed è il contrario della cultura Europea, che ha portato alla unanime sentenza di Strasburgo contro la legge 40, di recente ricorsa  dal Governo Monti.

 

C’è poi l’appropriazione. Avendo detto che la Lista Monti è alternativa al PD, al Coordinatore è stato chiesto se la Lista è ugualmente alternativa al PDL. La risposta è stata di sì in quanto “come polo autenticamente liberale e riformista abbiamo l’aspirazione di rappresentare la maggioranza dei cittadini italiani“. E dopo ha aggiunto che nella Lista “coesistono più culture”. Il richiamare l’Europa e insieme definirsi autenticamente liberale e riformista – quando in Europa i liberali e riformisti sono un partito contrapposto al partito popolare evocato da Monti persino nel nome della Lista – è un tentativo di raggiro politico degli ignoranti. Di pari passo al mettere l’IMU sulla prima casa, non volerla togliere e insieme voler apparire come riduttori di tasse. Un tentativo reso palese rivendicando il contenere più culture. Cioè l’opposto del metodo liberale, secondo cui ogni individuo è diverso e ogni offerta politica basata su una cultura.

Ciascun gruppo politico ha il diritto di presentare i suoi programmi. Ma altrettanto gli altri, nel caso i liberali, hanno quello di dire che simili scelte bastano da sole a non dare il loro voto alla Lista Monti.

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