Egregio Direttore,
Su Repubblica di stamani vi sono due articoli che tirano in ballo il liberalismo, uno di Amato e uno di Pirani.
Lo fanno in modo assai diverso, perché Amato ne dà una versione non poco distorta a proposito di rapporti con la fede mentre Pirani lo inquadra correttamente sulla questione della memoria condivisa sulla resistenza e sul fascismo. Ambedue, tuttavia, danno per scontato che gli ambienti di centro destra con cui giustamente polemizzano, politici, intellettuali e commentatori, comprendano dei liberali. Questo continuo riconoscere che nel centro destra vi sarebbero dei liberali, è un’abitudine sbagliata e perniciosa, della quale in questo paese non ci si libererà mai abbastanza presto.
E’ un’abitudine sbagliata in sé perché da anni Forza Italia e gli altri gruppi della Casa delle Libertà fanno parte del PPE o di altri gruppi della destra conservatrice europea, cioè famiglie politiche ben distinte e spesso avversarie di quella liberale (in ultimo il caso Buttiglione). La conseguenza di questa propensione alla filosofia del PPE è un’azione politica conservatrice ( mancate liberalizzazioni, conflitto di interessi, appoggio acritico alla guerra irachena dell’Amministrazione Bush, manifesta ritrosia a far crescere l’Europa al di là dei trattati tra governi, legge sulla procreazione medicalmente assistita, rimozione dello studio dell’evoluzionismo nelle scuole medie, abnorme concentrazione di potere, tempi TV commisurati alle dimensioni numeriche delle liste, leggi ad personam, propaganda fatta di promesse ingannevoli perché non mantenibili). Nella Casa delle Libertà, liberali non ce ne sono.
E’ anche un’abitudine perniciosa perché riconoscere alla Casa delle Libertà una componente liberale, le consente di disporre di un trucco elettoralmente essenziale per apparire quello che non è e per illudere ancora in tema di attenzione al cittadino e alla sua libertà. Che questo errore venga fatto da importanti esponenti della Grande Alleanza Democratica, è addirittura masochistico. E non è una esimente che possa essere un riflesso indispettito perché i liberali, che in quanto tali sono antiberlusconiani, in Italia, in Europa e in ambito internazionale, non per questo accettano acriticamente una coalizione, la GAD, costruita a prescindere da ogni programma alternativo. Lo fanno per non favorire l’avversario, che è tutt’altro che spacciato.

