Trovo accettabile che Lei non voglia pubblicare un testo inviatole da persona come me, non in linea con Le Sue convinzioni di Direttore, per contestare le assunzioni circa il liberalismo fatte sul Riformista dal prof. Quagliarello . Lo trovo accettabile perché rientra nelle Sue prerogative.
Tuttavia quattro giorni dopo il Riformista, in una sorta di fondo, ha elevato il prof. Quaglierello ad esponente-guru del liberalismo italiano, anzi europeo, mentre è noto che l’esimio professore appartiene alla schiera dei Pera boys sostenitrice in Italia delle tesi in Europa legittimamente rappresentate dal PPE ( una cultura ben lontana da quella liberale, e non per caso incline alla ricerca di unicità morale europea). Stando così le cose, mi permetto di dirLe che non pubblicare il mio articolo di contestazione delle tesi Quagliarello fatta in un’ottica liberale vera, significa imboccare la solita strada del costruirsi un fantoccio strumentale (il sedicente liberalismo del prof. Quagliarello) per poi poter meglio criticare l’originale ( la cultura liberale) , reo, agli occhi del Riformista vecchia e nuova versione, di non accettare di arruolarsi nei socialisti oppure nei popolar conservatori. Questa manipolazione non rientra nelle prerogative di un professionista come Lei.

