I liberali sono molto lieti che i cittadini italiani abbiano partecipato in grande numero al voto referendario ed abbiano espresso la chiara volontà di voler riappropriarsi della sovranità che la proposta di riforma Renzi Boschi voleva ridurre stabilmente. Per di più nonostante la campagna martellante, e talvolta irrispettosa della legge, condotta dal Governo, dal PD, dal Ministro dell’Interno Alfano, dal Presidente della Commissione Esteri Casini, dal Vice Ministro dell’Economia Zanetti, dalla Confindustria, dalle principali reti televisive, dai quotidiani di grossa tiratura, insomma dal potere asserragliato nell’autocelebrazione oligarchica al fine di liberarsi della democrazia partecipata.
È stata sconfitta l’idea che concepisce il potere non come un servizio per migliorare le condizioni di convivenza dei cittadini bensì come la pretesa (considerata perfino ovvia) di spadroneggiare per meglio raggirare quelli che considera i sudditi, anche raccontando il falso.
Il giudizio assai positivo dei liberali sull’esito del referendum non consente peraltro di attribuire a quest’esito un significato che non ha e non può avere.
E’ invalicabile la differenza costituzionale tra il referendum (che attiene solo a un quesito relativo ad una legge votata in parlamento) e le elezioni politiche (che consentono attraverso il voto sulle liste di formare la rappresentanza parlamentare dei cittadini). Pertanto è inaccettabile far derivare dal NO la scelta di governi tecnici, dei M5S, della Lega o di altre cose analoghe. Per riportare il cittadino al centro della politica è indispensabile costruirla confrontandosi sui problemi reali. Del resto, il fatto che Renzi abbia aperto un’altra crisi extraparlamentare, non esclude affatto il rinvio al Parlamento, dove il PD e Renzi hanno ancora la maggioranza e dovranno dire cosa sono disposti a fare insieme agli altri (e non attraverso gli strappi per loro finora abituali). La scorciatoia dell’agitare bandiere senza preoccuparsi di definire le cose da fare non è utile alla convivenza dei cittadini diversi.
Liberali Italiani

