Commentando una lettera a La Stampa

L’osservazione del dichiarato elettore di RC , Giulio Donelli, sull’intervista di Cofferati pone problema da non banalizzare. A parte la discussione di principio sulle primarie ( che in qualche forma sono indispensabili in un sistema di maggioritario a un turno) , è importante che le primarie rendano possibile una preventiva selezione delle preferenze dei cittadini come premessa alle scelte finali. Se ci si adeguasse alla preoccupazione di Cofferati, le primarie con il candidato Prodi non sarebbero più una selezione e dovrebbero trasformarsi in un plebiscito. L’intera piattaforma dell’alternativa di governo ( persone e programmi) sarebbe esclusivo frutto di quanto ha deciso in qualche luogo riservato un ristretto numero di persone. Le primarie diverrebbero una cinghia di trasmissione del volere del Palazzo. L’obiezione che la candidatura di Bertinotti porrebbe in rilevo un’immagine della GAD marcatamente orientata a sinistra, si fonda sul presupposto che le piattaforme alternative debbano essere ingannevoli verso il cittadino. Invece le piattaforme devono apertamente esprimere la politica che si propone di fare. E gli italiani, essendo adulti, devono conoscere in anticipo le piattaforme di loro leader politici potenzialmente destinati ad essere ministri o addirittura presidenti del Consiglio. La capacità di mediare una posizione condivisa di una coalizione è bene che emerga alla luce del sole di fronte a tutti, senza reticenze, doppi sensi, furbizie e deleghe in bianco. E questo interessa tutti, ma in particolare gli elettori disponibili a fare una scelta di centro sinistra.

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