Il Presidente Enrico Rossi, intervenendo a Firenze alla Giornata del Rifugiato, ha detto “150 Comuni toscani che non hanno accolto ancora un immigrato”. Di lui va apprezzata la sincerità, però è un fatto che, essendo 280 tutti i Comuni della Regione, ben il 54% dei Comuni toscani non vuole immigrati. Rossi liquida la questione con una specie di ordine di servizio (“bisogna richiamare questi Comuni alle loro responsabilità “) ma, tenuto presente l’entusiasmo con cui il Governatore ha sostenuto da tempo la linea dell’accoglienza a chi migra da altri continenti, la diffusa ritrosia dei Comuni dovrebbe farlo riflettere di più.
Dovrebbe capire che, per non limitarsi a religiosità sociologica, l’accogliere richiede tutta una serie di concrete valutazioni ed atti politici capaci di creare le effettive condizioni civili e sociali per realizzarlo. Fino ad ora valutazioni e atti sono stati insufficienti e queste condizioni non si sono create. A differenza di un capo religioso, un capo politico non deve enunciare obblighi morali bensì indicare concrete forme di accoglienza materialmente possibili. Perché un conto è la libertà di circolazione di idee, persone e cose in una dimensione individuale entro certi limiti di chi cerca rifugio in luoghi diversi dall’abituale residenza, un conto ben differente è l’esodo di grandi masse di persone che straripano disordinatamente in altri stati mettendone in forse strutture e risorse.
Il capo politico deve necessariamente stare lontano dai proclami e indicare con chiarezza quante risorse sono necessarie (e di quante dispone) per garantire ai migranti gli stessi diritti di cittadinanza dei residenti abituali. Tutto questo non sta succedendo. La maggior colpa non è di Rossi, quanto del governo che pare preoccuparsi dell’insufficiente solidarietà dell’Europa più che di cogliere le ragioni della contrarietà europea all’impostazione italiana, insufficiente quanto a regole e valutazioni sulla natura profonda del problema immigrazione.
Oltretutto è assai pericoloso continuare come fin qui. L’accoglienza senza condizioni e senza l’uso ragionato delle risorse di cui possiamo disporre, sta valorizzando il rifiuto per i diversi e per i migranti , che rischia di portare a focolai di ribellione socio economica a sfondo razziale.

