In occasione del dibattito con il Presidente della Regione e il Sindaco, il Presidente dell’Autorità Portuale ha ribadito la sua intenzione di fare una gara per i bacini adoperando per dirlo una formula del tutto ambigua: “una gara concernente le navi di medie dimensioni”. L’ambiguità è che i bacini sono due e l’uso del plurale pare significare che il Presidente include anche il bacino grande; però il bacino grande è stato concepito per le grandi navi e declassarlo alle navi medie significherebbe un danno pubblico e un regalo a chi da anni briga per eliminarlo.
Siamo convinti che tale ambiguità vada rimossa prima possibile. E saremmo ben lieti di una precisazione secondo cui la gara per le navi di medie dimensioni non comprende il bacino grande e non intende declassarlo. Se però questa precisazione non arrivasse, invitiamo il Sindaco a dar corso agli intendimenti già espressi di difendere in ogni modo il ruolo di tutte le riparazioni navali, che anche noi riteniamo essenziali per lo sviluppo concreto del porto (non a parole come le ripetute dichiarazioni da parte di Azimut, in seguito sempre smentite dai fatti).
Oltretutto simili intendimenti non hanno soltanto solidi motivi economici e di lavoro ma anche decisivi aspetti istituzionali, sia come proprietà del manufatto che come gestione del territorio. Sul primo aspetto, è noto che il bacino in muratura è stato pagato dallo Stato per funzioni a vantaggio dei cittadini italiani e livornesi e quindi non può essere dirottato – tra l’altro da un organo incompetente, quale l‘Autorità – su compiti diversi a vantaggio di aziende private (che non vantano alcun diritto al riguardo, nonostante fantastichino norme inesistenti). Sul secondo aspetto, il bacino grande per origine e per ruolo rientra nel territorio della città non nell’esclusivo ambito portuale, e sulla sua gestione l’Autorità non ha competenza primaria rispetto al Comune, che ha già manifestato la sua scelta avversa a quella dell’Autorità. Addirittura, dopo la riforma Costituzionale dei primi anni 2000, il superiore gerarchico dell’Autorità detentore della sua supervisione totale è divenuta la Regione Toscana, che ben difficilmente consentirà lo scippo del bacino alla città, tra l’altro non rispettando la gerarchia.
Liberali di Livorno

