Livorno delle diversità

Qualche decina di cittadini livornesi (Diego BANTI, Paolo BECCIU, Giampaolo BERTI, Massimo BIANCHI, Giuliana BIMBI, Roberto CALURI, Ariela CASSUTO, Giuliana CONTINI MUCCIARELLI, Nedo DI BATTE, Andrea FUMAGALLI, Massimo GALLI, Lamberto GIANNINI, Luca GRILLO, Luciano IACOPONI, Giovanna LOBACCARO, Roberto MACCHIA, Valeria MACCHIA, Franco MALTINTI, Ignazio MONTERISI, Irene MORELLI, Raffaello MORELLI, Davide NOVELLI, Attilio PALMERINI, Angelo PEDANI, Gadiele POLACCO, Franco SACCOMANI, Matteo SACCOMANI, Enea SANTANIELLO, Schenobardo SARACAJ, Lina STURMANN, Mauro TERRENI, Valeria TORREGROSSA,  Maurizio VERNASSA, Luciano VIZZONI, Riccardo VOLIANI) ha dato vita al progetto “Livorno delle diversità“

raccogliendosi attorno alla dichiarazione programmatica che segue:

“Noi, cittadini livornesi, auspichiamo il risveglio della nostra città dal sonno del conformismo della propria comunità che nel tempo ha reso sterile il suo convivere. Il risveglio può derivare solo dal rifondare la convivenza basandola sul riconoscere e sul rispettare la diversità individuale di chi si trova a viverci in via stabile o temporanea. Questo, in sostanza, fu l’indirizzo seguito, nelle condizioni dell’epoca, durante i primi secoli dopo la fondazione; oggi è l’ora di affidarvisi di nuovo per aprire le porte al futuro.

A tal fine, vogliamo impegnarci a costruire un luogo e un manufatto simbolici, che, su terreno demaniale in riva al mare, costituiscano un richiamo costante al senso profondo della diversità quale condizione di vita per l’accogliere e per l’intessere relazioni a Livorno. Vale a dire la caratteristica peculiare di una città imperniata su un porto internazionale e insieme capace di interagire al suo interno e verso l’esterno, a cominciare dall’area circostante.

Riscoprire la diversità individuale, è connesso strettamente alla laicità istituzionale. Fondandosi sul separare la gestione pubblicadella convivenza civile dalle suggestioni rigide ispirate da un qualche credo (magari anche privilegiato), la laicità istituzionale è storicamente il solo metodo in grado di garantire    la completa libertà di espressione di ognuno – dunque anche quella, volendolo, di manifestare ed organizzare il proprio credo – , la piena uguaglianza dei cittadini nei diritti, il miglior clima per tessere le relazioni interpersonali nel rispetto degli altri credenti e non credenti. Tutto ciò è indispensabile per affrontare nel tempo i continui cambiamenti del convivere, producendo così nella realtà sempre nuove condizioni di vita ottimali.

Invitiamo  chiunque condivida questa iniziativa – che riguarda soprattutto i livornesi ma non solo –  a fornire l’apporto che ritiene congeniale. Ogni tipo di apporto è utile per svolgere, insieme tra diversi, le numerose attività occorrenti per definire in dettaglio il luogo e il manufatto simbolici e per realizzarli appena possibile”.

L’immediata attività dal progetto sarà costruire il proprio sito  www.livornodellediversita.eu

 

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