Per la Rivista NON CREDO
Il Consiglio di Europa ha varato il 1° ottobre un documento sul Diritto dei bambini all’integrità fisica: in apparenza improntato ad una saggia precauzione, in sostanza ispirato ad un dirigismo contro la laicità.
Invita a proteggere l’integrità fisica dei minori da violazioni non per ragioni mediche specificate nel dettaglio presentato dalla relatrice (Marlene Rupprecht, SPD tedesco). Qui si può leggere “L’Assemblea è particolarmente preoccupata di una categoria di violazioni dell’integrità fisica dei bambini, che vengono presentate come un vantaggio per i bambini nonostante l’evidenza contraria. Tra le altre questa categoria comprende la mutilazione genitale femminile, la circoncisione dei giovani maschi per motivi religiosi……..”. Questo in generale, e poi in particolare “….. 7.5 auspica l’assunzione di misure relative a specifiche violazioni dell’integrità fisica dei bambini: 7.5.1. che condannino pubblicamente le pratiche più dannose, come la mutilazione genitale femminile ed adottino legislazioni che le bandiscano……. 7.5.2. che stabiliscano con precisione le condizioni mediche da rispettare nelle pratiche largamente seguite in certe comunità religiose, come le circoncisioni dei giovani maschi prive di giustificazione medica…” .
Naturalmente il documento ha suscitato proteste degli israeliti e allora la relatrice ha negato di aver criticato la circoncisione e di confonderla con le mutilazioni femminili. Ma resta quello che è scritto dopo 31 riunioni. Ignorare che la pratica secolare della circoncisione non è pericolosa per la salute, ne mette in discussione la valenza religiosa. E condizionarla ad una valutazione medica equivale a controllare l’esercizio di quella religione. Tanto più che l’Assemblea ha auspicato anche “l’inizio di un pubblico dibattito, incluso il dialogo interculturale e interreligioso, per trovare un largo consenso sui diritti dei bambini”, dimenticando che i diritti dei bambini attengono alla sfera civile a prescindere dai criteri religiosi mentre la libertà di culto è l’architrave della laicità. Altrimenti, si punta all’etica di Stato senza dirlo.

