Sulle grandi questioni ecologiche (a Giuliano Ferrara)

Al Dr. Giuliano FERRARA

Mi permetta, questa volta, di felicitarmi per l’atteggimento liberale da Lei assunto ieri sera ad “Otto e Mezzo” nel sostenere le ragioni della pratica critica e sperimentale anche nelle grandi questioni ecologiche. Il Dirigente WWF, prof. Gianfranco Bologna, bucava il video con il suo pensiero unico del rigido rifiuto di tener conto delle argomentazioni del prof. Lomborg, incentrate sulla necessità di abbandonare la visione catastrofista per adottare un approccio costruttivo del rapporto tra umanità e condizioni ambientali. Contrastare questo ecologismo che ha scelto di legarsi al fondamentalismo strisciante della catastrofe incombente, è stato quanto mai opportuno da un punto di vista liberale. Per almeno due motivi.

Per un motivo metodologico. Chi pretende di dedurre da rilevamenti di dati, necessariamente circoscritti nel tempo e nello spazio, delle ineludibili conseguenze a crescita esponenziale valide su tutto il pianeta, dimentica una lezione cardine del metodo scientifico: non si possono accettare acriticamente linee di tendenza stabilite senza tener conto delle possibili ulteriori evoluzioni delle attuali conoscenze tecnologiche e dei comportamenti umani successivi. In altre parole, non si può dirsi scienziati e voler applicare il determinismo. Proprio perché si tratta di processi, le cose possono evolvere in molti modi diversi con probabilità diverse, anche da luogo a luogo. Resta essenziale prendere coscienza delle modificazioni indotte nell’ambiente dall’attività umana ma non per rinunciare a conoscere e regredire ad una immaginaria condizione di natura fissa ed immutabile. Al contrario per meglio valutare possibili sviluppi e compatibilità, lontano dalle crociate catastrofiste.

E per un motivo più legato agli approcci politici alla convivenza. Perché un dibattito di questo tipo è assolutamente decisivo anche al di là del campo ecologico. Nella storia, ideologie, strategie, programmi che pretendano di introdurre il determinismo negando più o meno apertamente la libertà, hanno immancabilmente prodotto delle tragedie. Non ci deve spaventare la paura del nuovo, ma la paura di conoscere. Evolversi porta con sé delle incertezze, ma è l’unico modo di cui disponiamo per mantenerci in vita.
Dunque felicitazioni.

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