LA LIBERTA’ NON FALSIFICA (a Massimo Gramellini)

Il Suo Caffè di stamani è come al solito accattivante nella forma, ma purtroppo clamorosamente contraddittorio nella sostanza. Di fatti, nell’urgenza di allineare Croce a favore della NATO bellicista da Lei supportata, lo cita a sproposito. Perché sarebbe giustissimo richiamare che per Croce la Storia non è solo geopolitica ma soprattutto religione della libertà (religione non lotta), mentre è una pura e semplice distorsione equiparare gli effetti della religione della libertà a quelli della lotta per la libertà.

Come Lei ben sa, Croce è un padre del liberalismo praticato e quindi concepisce la religione della libertà come un continuo libero confronto tra gli spiriti critici di ciascun individuo cittadino senza alcuna autorità impositiva. La lotta per la libertà della Sua NATO bellicista (che per anni ha spinto l’Ucraina a non adempiere al trattato Minsk2 dando l’autonomia rafforzata al Donbass) riduce e soffoca quel confronto all’insegna del ritenere la libertà qualcosa da imporre invece di farlo crescere attraverso l’uso. In conclusione, il ragionamento del Suo Caffè porta a sostenere che secondo Lei la libertà del libero confronto tra i singoli cittadini andrebbe imposta violando i trattati e con la forza delle armi. Semplicemente l’opposto di quanto sostiene Croce.

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