Non confondere i ruoli dei vari organi istituzionali

L’intervista di ieri a Repubblica del Ministro dell’Economia Padoan riguardo la bocciatura del blocco delle pensioni nel 2012 e nel 2013,  da un’indicazione inequivoca sullo Stato da lui concepito. Tale indicazione è allarmante per chi vuole la sovranità del cittadino quale fulcro delle regole per convivere.

Padoan ha detto che “la Corte Costituzionale sostiene di non dover fare valutazioni economiche sulle conseguenze dei suoi provvedimenti e che non c’era una stima dell’impatto, che non era chiaro il costo. Ora, non so chi avrebbe dovuto quantificarlo, ma rilevo che in un dialogo di cooperazione tra organi dello stato indipendenti, come governo, Corte, ministri e Avvocatura sarebbe stata opportuna la massima condivisione dell’informazione”. In poche battute  è liquidata la sovranità del cittadino. Perché la sovranità si esprime mediante lo Stato articolato in vari organi istituzionali differenti per ruoli con al centro le scelte e i giudizi dei cittadini. Se la Corte Costituzionale avesse valutato i costi, non avrebbe svolto il suo compito, che è solo quello di stabilire la costituzionalità o meno di una norma.

Il Ministro Padoan propugna la cooperazione tra organi indipendenti. E ciò, al di là delle parole accattivanti (anche se inesatte, dato che sono organi con differenti funzioni di un meccanismo unitario) porta a confondere i ruoli tra vari consessi e rende impossibile ai cittadini cogliere le responsabilità di ognuno per quanto succede. Cooperare al fine di mettere insieme il predisporre norme per affrontare il problemi del bilancio pubblico e il sancire la costituzionalità di quelle norme, è un velo sui meccanismi istituzionali e dunque una stortura democratica.

Con i suoi  argomenti, Il Ministro Padoan mostra di partire dal principio che il governo complessivo del paese debba essere in mano ai sapienti e non al cittadino. In pratica estromette il cittadino dal circuito decisionale, sia togliendogli  il diritto di vedere rispettata la sentenza della Corte con la restituzione di tutto quanto aveva tagliato una norma incostituzionale sia togliendogli il diritto di aver modo di valutare la correttezza della via  di Monti per affrontare le esigenze di bilancio dello Stato.

Per non lasciare dubbi sul volere questa confusione di ruoli istituzionali, Padoan precisa ancora che “se ci sono sentenze che hanno un’implicazione di finanza pubblica, deve esserci una valutazione dell’impatto”. Auspicare una tale confusione equivale a voler evitare che un  organo di sapienti possa essere smentito da un altro organo di fronte all’opinione pubblica.  Però il compito della gestione democratica dello Stato non è salvaguardare il prestigio dei titolari del governo o dell’alta dirigenza. E’ assicurare di volta in volta norme ed iniziative più funzionali alla libera convivenza tra cittadini diversi. Il che si ottiene con organi distinti per funzioni.   Il Governo, invece che a confondere i ruoli degli organi istituzionali, perché non pensa a quanto costano i privilegi della struttura pubblica, specie se paragonati alla qualità dei servizi erogati?

 

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