Intervento surreale

Ora che il Sindaco ha rotto gli indugi consentendo di dichiarare legami affettivi nel certificato anagrafico (senza attendere il placet della Curia inopinatamente chiesto due mesi fa da 3 esponenti di rilievo del gruppo PD e dal segretario del SEL), i cattolici chiusi spuntano nel centro destra. Il gruppo consiliare  PDL-Tamburini sollecita il Sindaco a dire quali siano i fondamenti giuridici dell’atto e se non ritiene che confligga con il diritto alla riservatezza, invitandolo quindi a ritirarlo. Così, una volta tanto che il Sindaco affronta un problema reale, l’intervento del gruppo PDL-Tamburini appare surreale. In punta di diritto e in punta di argomentazioni.

In punta di diritto, non è necessario attendere una normativa nazionale per registrare tale dichiarazione anagrafica, dal momento che l’art.29 della Costituzione non impedisce il farla. E’ una apertura alle famiglie di fatto. Che rientrano sì nell’idea laica di affidare alle responsabili valutazioni individuali la scelta di quale vita condurre. Ma che anche il Cardinale Martini, nel suo libro dello sorso mese, sostenendo la contrarietà della sua fede a questo tipo di famiglie, riconosce come una realtà del mondo di cui non si può non tenere conto. Quanto poi alle argomentazioni, sfugge come si faccia a parlare di riservatezza violata quando si è di fronte ad una richiesta di chi  vuole dichiararlo.

E’ perciò solo per motivi ideologici che l’opposizione è ricorsa ad una polemica amministrativa insussistente quando  il vuoto  operativo della Giunta è un fatto conclamato nella stessa maggioranza.

 

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