Alla vigilia del voto, ancora una volta uno dei principali sostenitori della delibera per costruire il nuovo ospedale a Montenero, il dott. Viti, tratta il quesito del referendum per abrogarla come se fosse riferito ad un’altra questione. Il quesito chiede se abrogare la delibera che la maggioranza del Comune ha assunto senza avere in alcun modo informato prima i cittadini nonostante vi fossero state le elezioni da pochissimi mesi. La procedura seguita quindi non è stata rispettosa della logica democratica e addirittura contraria alla legge 69 / 2007 della Toscana sulla partecipazione. Pertanto se i cittadini avalleranno in qualche modo ( o facendo mancare il quorum referendario oppure votando No), sarà una loro scelta legittima, ma sarebbe anche un toppino ad uno strappo nelle procedure democratiche e per la città un pericoloso precedente.
Non basta. Gli argomenti dell’esponente del No hanno sul merito delle fondamenta ancora una volta fragili rispetto ai comportamenti politici, centrali nel processo democratico. Il fulcro degli argomenti è dichiaratamente “l’emergenza”. Ora, come si fa a tirare in ballo un simile motivo quando negli ultimi decenni la maggioranza è stata la stessa ? Domanda lecita poiché il dott. Viti ama definirsi in tv un vecchio comunista. E’ facilmente intuibile che per decenni quella dell’ospedale non è stata considerata un’emergenza o di per sé o relativamente alle risorse richieste. E poi, pur passando sopra il dettaglio emergenza, chi ha mai dimostrato che fare un nuovo ospedale renda indispensabile farlo a Montenero ? Non solo. Chi ha mai dimostrato che occorra spendere intorno a 300 milioni, vale a dire il doppio di ciascuno degli altri nuovi ospedali toscani voluti dall’allora assessore Rossi? Oltretutto quando la sanità livornese dei 300 milioni non dispone neppure di un euro e quando, per pareggiare il conto economico, prevede di vendere sue proprietà immobiliari finora a destinazione sanitaria (oltre 130 milioni) , di attribuire a privati diritti urbanistici per 82 milioni (per la serie continuiamo a cedere il patrimonio pubblico), di accendere un mutuo di 41 milioni ? E stendiamo un velo pietoso circa le decine di milioni destinati ai raccordi viari che il governo doveva dare per il Lotto Zero e non darà.
A me pare siano molto più sagge le considerazioni di chi ha scritto – ad esempio il professor Vizzoni, primario storico dell’Ospedale di Viale Alfieri – che sarebbe meglio non sprecare niente. Perché va bene che siamo in periodo natalizio, ma fare gli spendaccioni, poi pesa ad anno nuovo. Per di più, nuvoloni scuri si addensano anche sulla Sanità Toscana. La cosa grave del buco alla ASL di Massa non è soltanto che sia arrivato a 200 milioni. E’ molto più grave aver scoperto che il sistema regionale dei controlli incrociati sulle ASL non si era accorto di niente per ben tre anni. Siamo sicuri che dopo il taglio dei fondi al Lotto Zero, non insorga un’altra emergenza che produca altri tagli da parte della Regione ? Chiamare all’entusiasmo può essere eccitante, ma rischia di far fare a Livorno la fine delle cicale.

