Come si può costruire un’alternativa critica? (a Massimo Cacciari)

Egregio Professore,

avendo seguito ieri sera la Sua partecipazione  ad Otto e Mezzo, mi sorge naturale una domanda, che ha spirito costruttivo e in nessun modo provocatorio.

L’analisi che Lei ha fatto è in larga parte condivisibile, soprattutto sul punto preliminare che continuando così, se non Berlusconi, il berlusconismo durerà molti anni ancora. Ed anche sul punto,  essenziale, che costruire una situazione alternativa è legato alla definizione di un progetto proposta da offrire ai cittadini. Da qui i Suoi incontri di ieri per così dire riservati e che qualcuno ha diffuso, in ossequio alla politica spettacolo.

Se Lei pensa che i vari Casini, Rutelli e Fini , per il fatto di distinguersi dai due grossi, costituiscano l’abbozzo di quel progetto proposta, è cosa del tutto legittima ma è  una speranza che non condivido, somigliando le azioni dei tre a tatticismi di tipo parlamentare d’un tempo. Se invece anche Lei ha qualche dubbio al riguardo, mi permetta di porLe la domanda. Come pensa possibile fare un progetto dinamico nel metodo e nelle scelte operative ( tra l’altro necessario per rendere possibile una convergenza del PD e dopo riuscire a governare), prescindendo dal metodo, dai criteri e dalla soggettualità politica liberale, che a me pare siano richiesti della realtà stessa dei problemi ?

Lei ieri sera ha citato a lungo due questioni, lo stato del benessere e l’abolizione del valore legale dei titoli di studio, che sono indiscutibilmente da decenni frutto del pensiero liberale, che sono stati in modi diversi vittime della attuazione  datane dalla sinistra burocratica e delle logiche confessionali della istruzione che indottrina più che formare allo spirito critico e al senso della realtà. E di cui solo una minoranza sa l’origine concettuale liberale. Lei però non lo detto. E ciò, se è del tutto comprensibile dal punto di vista della Sua formazione ed appartenenza, credo  lo sia molto meno dal punto di vista dell’ingegneria civile.

A me pare che se non si risolve il problema di dare voce politica ai liberali ( senza fare le risibili operazioni dei non liberali di rappresentare i liberali, che oltretutto non acchiappano nessuno, come i fatti dimostrano) , non è possibile riuscire a costruire quel progetto proposta alternativo. Che sarà necessariamente inadeguato in termini culturali e non credibile in termini elettorali. O no?

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