Astrazione e teoria (a Giovanni Orsina)

Caro Orsina,

ho letto la Tua intervista sul Corriere e in linea generale condivido quello che sostieni. Salvo una cosa. Tu usi di continuo , contrapponendolo all’esser concreti, il termine «astrazione». La contrapposizione è giusta, mentre il termine non è quello corretto, che invece è «teoria».

Di fatti , Bonaccini esprime una sua teoria . Avere la puzza sotto il naso è una teoria. L’essere certi di essere superiori è una teoria. Non a caso usano tali concetti esponenti della sinistra – giustamente citi Hilary Clinton – quale manifestazione della loro caratteristica politica permanente: il voler essere impositivi. Questa è la causa il loro perdere consenso tra larga parte dei cittadini democratici. Che si schiera contro di loro dopo aver sperimentato gli effetti del loro governare impositivo.

Il termine «astrazione» indica un’attitudine connessa all’osservare il mondo, cosa che, rifacendosi al metodo dello sperimentalismo scientifico, dovrebbe essere l’usuale comportamento dei cittadini . Però, adottando il metodo scientifico, dall’astrazione si ricavano dei dati, indispensabili per costruire una teoria interpretativa dei meccanismi del mondo. Teoria che diviene accettata se, applicandola, funziona nella realtà. E’ qui che casca l’asino per gli esponenti della sinistra. O non hanno neppure fatto l’astrazione oppure non hanno compreso i risultati ricavati; in ogni caso, la teoria che ne hanno dedotto è disconnessa dalla concretezza reale ed è solo impositiva.

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