Lettera agli iscritti e ai vertici del Circolo GE Modigliani

Cari amici,

svoltosi il referendum del 12 giugno, non posso non commentare il testo inviatoci venerdì pomeriggio dal Segretario. Esso accompagna, per la prima volta, l’inoltro ai soci del Modigliani della comunicazione ricevuta da un terzo, nel caso liberali.it . E lo fa con un evidente intento ostile (tanto più dopo le mie due mail del 21 maggio e del 26 maggio) e inoltre con argomentazioni preconcette e inesatte nel merito costituzionale e politico.

Nella mail del 21 maggio, eccepivo circa un precedente scritto del Segretario che intendeva ridurre la questione del dibattito sui referendum del 6 giugno a “ trovare due figure di politici che espongano ciascuna le ragioni del SI e le ragioni del NO” . Affermavo che equivaleva ad un’involontaria disinformazione, siccome alla bocciatura si arriva anche con il NON VOTO (dall’esito di gran lunga più sicuro).  Nella mail del 28 maggio, chiarivo che il senso dei referendum non poteva ridursi ad illustrare il SI e il NO. “Infatti, l’art. 75 della Costituzione prescrive che il referendum abrogativo è valido solo se ha votato la maggioranza degli aventi diritto… L’esistenza del quorum del 50%+1  implica dunque che le modalità a disposizione del cittadino per esprimersi sono TRE, il SI, il NO e il non votare nell’URNA….. Mi permetto di ricordare che mentre il quorum del 50%+1 è fissato per il referendum abrogativo , non esiste quorum nel caso di un referendum concernente una modifica costituzionale”. Perciò osservavo che per i referendum abrogativi “citare solo il SI e il NO equivarrebbe a valorizzare un concetto di democrazia diretta non previsto dalla Costituzione”.

Queste lettere non sono state tenute in conto, e il dibattito è stato espressamente previsto solo sul SI e sul NO e fatto introdurre e moderare da un avvocato ex Consigliere Comunale esplicito assertore delle posizioni a favore del SI su alcuni quesiti assunte da una ampia minoranza del PD (con il conseguente appoggio complessivo al valorizzare la democrazia diretta).

Questo accantonamento delle mie due mail spiega il perché della novità della nota di accompagnamento al testo trasmesso da liberali.it . Il Segretario ha inteso evitare che le tesi ivi contenute a favore del NON votare nell’urna dei referendum, potessero lambire l’immagine del Modigliani. E per farlo si è lanciato in dissertazioni politico costituzionali che non sono nelle sue corde ma che soprattutto distorcono la nostra realtà istituzionale.

La Costituzione Italiana delinea una democrazia rappresentativa che usa anche , ponendo alcune condizioni, meccanismi di democrazia diretta. Il referendum abrogativo di una norma spettante al Parlamento, richiede appunto la partecipazione della maggioranza dei cittadini aventi diritto per prevalere sul parlamento riguardo a quella specifica norma. Dunque nella Costituzione non c’è nessuna pulsione di democrazia diretta, ma c’è l’opportuna attenzione ai cittadini nell’istituto rappresentativo. Perciò affermare che il referendum abrogativo è una fonte autonoma del diritto , si può solo dimenticando le condizioni poste dal quorum di cui all’art.75 e che la proposta referendaria deve assicurare una diversa soluzione alla problematica di funzionamento esistente nella norma votata in parlamento. Il Segretario cita a sostegno della sua tesi la sentenza 29/87 della Corte Costituzionale, la quale concerne invece gli effetti indotti dall’approvazione di un referendum abrogativo. Ovviamente, avendo partecipato la maggioranza degli aventi diritto e dunque rispettato il quorum, il referendum ha abrogato la norma soggetto a giudizio. Dunque non c’entra con la pretesa innovativa autonoma attribuita dal Segretario (tanto che la 29/87 respinse nella fattispecie la richiesta di referendum abrogativo sulla modalità di elezione de CSM).

Addirittura, il Segretario è talmente eccitato da concludere di aver fatto l’invio di accompagnamento in coerenza con lo slogan “Conoscere per decidere” del Modigliani. Mentre lo slogan di tipo einaudiano si fonda sul concetto di conoscere rispetto ai fatti concreti e non ai propri sogni, che di per sé non possono far crescere il conoscere.

Nel complesso è stato del tutto improprio e immotivato l’accanimento della dirigenza del Circolo Modigliani nel non voler consentire che il dibattito illustrativo del voto del 12 giugno prendesse in considerazione anche il NON votare nell’urna dei referendum (al punto da temere il contagio delle tesi eretiche di liberali.it). A meno che la dirigenza non pensi che il livello del 40% del quorum previsto sia frutto di inconfessabili costrizioni del potere contro la libertà dei cittadini.

Raffaello Morelli
membro Direttivo Circolo GE Modigliani

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