All’incontro con i Sindaci di Livorno e di Collesalvetti, il Presidente Toscano Rossi ha detto che a settembre l’ENI darà precise notizie su quella che lui chiama la raffineria ecologica alla STANIC. Esattamente, ha detto che l’Eni invierà un progetto di massima del nuovo impianto e che nella prima metà di settembre i vertici dell’Eni, assieme ai tecnici, saranno a Firenze per illustrare il progetto a tutti i soggetti toscani direttamente interessati e coinvolti.
Dato che Rossi ha lanciato con gran risalto il nuovo impianto di bioraffinazione (il nome iniziale) da oltre un mese, le parole di giovedì 1 agosto ai due Sindaci significano indiscutibilmente che Rossi lanciò un progetto di cui non conosceva nulla dato che non c’era nulla da conoscere. Dunque, non solo era giusta la richiesta di informazioni avanzata da chi ha obiettato contro il colpo di teatro (fatto per chiudere un inceneritore a Firenze). Ma, siccome i dati tecnici saranno disponibili solo a settembre, è anche chiaro che i dati funzionali verranno dopo due mesi dal lancio della proposta e che perciò il nesso tra dati e proposta lanciata è evanescente.
Pare di essere tornati ad una decina di anni fa, quando il Sindaco di allora, Cosimi, fece decidere l’Amministrazione sull’ubicazione del nuovo Ospedale a Montenero diversi mesi prima di affidare all’Università di Pisa gli studi geologici della zona di costruzione (e meno male che i cittadini dissero NO).
Cosimi allora e Rossi oggi, sono accomunati dal totale disinteresse per le scelte dei cittadini (con buona pace delle sbandierate leggi toscane sulla partecipazione del ’07 e del ‘13). Per i due l’importante è disporre del potere. Al tempo il Consiglio Comunale di Livorno non seppe reagire e dette il via alla lunga stagione (oltre un decennio) dei ritardi sulla sanità. Oggi è auspicabile che la Amministrazione livornese neoinsediata non si faccia irretire dalle lusinghe fiorentine e faccia gli interessi dei livornesi. Ascoltandone le richieste e riflettendo dati alla mano sulle prospettive industriali. Quelle ora proposte (ciclo degli imballaggi nella parte di scarto) o magari ponendosi il problema dell’utilizzo più produttivo dei quasi 200 ettari della raffineria ENI, che, trovandosi assai vicina al mare, può costituire per la città un importante polmone di iniziative imprenditoriali. Certo di minor dimensione rispetto all’ENI ma con un assai maggior impiego di addetti e un maggior dinamismo economico (tra l’altro venendo incontro al sogno dell’ENI di liberarsi del sito).

