Scritto per la rubrica Disputationes della rivista NON CREDO n.48
La Toscana e il Lazio operano per somministrare la pillola abortiva RU486 negli ambulatori e nei consultori. E’ auspicabile facciano lo stesso altre regioni. Infatti, la procedura abortiva chimica (utilizzabile nei primi 60 giorni) alternativa a quella chirurgica (utilizzabile fino a 90 giorni ma con più effetti collaterali) è adottata in moltissimi paesi UE, rientra nella legge ed è stata autorizzata in ospedale. Ovviamente il Movimento per la Vita sta facendo fuoco e fiamme sostenendo (contro la logica e il testo della legge sull’aborto) che ampliare le tecniche abortive è illegale sia perché favorisce il ricorso all’interruzione di gravidanza sia perché non aiuta la salute del nascituro. Al solito il Movimento della Vita intende negare la libertà della donna nel fare la scelta ivg (difficile ma solo sua) e imporre la propria fede, per cui la procreazione dipende dall’atto sessuale e non dalla volontà della madre secondo legge. I laici, fautori della convivenza tra diversi, non vietano idee antiscientifiche e aspirazioni fideistiche, ma devono attivarsi tutti i giorni per contestarle.

