L’intervista a Cossiga sulla legge 40 ( a Lorenzo Fuccaro)

Caro Fuccaro,

Nella Sua ficcante intervista in merito alla legge sulla Procreazione Medicalmente Assistita, Lei ha posto al Presidente Cossiga due domande chiave ( prima “ non c’è contraddizione tra il suo dichiararsi liberale e fare poi prevalere, se fosse richiesto, la sua adesione ai valori cattolici?” e poi “ come giudica la scelta comune del premier e del capo delle opposizioni di lasciar libertà di coscienza ai rispettivi elettori?”) ed ha ottenuto due risposte analoghe nel nome di un sedicente liberalismo che nega la sostanza dell’esser politicamente liberali.

Le chiederei di poter riaffermare cosa sia il principio liberale della laicità delle istituzioni, che tutti i liberali a livello internazionale condividono. Laicità delle istituzioni significa uno stato e leggi che chiedono ai cittadini solo il rispetto delle norme della libera convivenza ispirata al rispetto dell’autonomia individuale. Norme che non possono prevedere nessuna imposizione di questo o quel credo morale, di questa o quella convinzione religiosa. Di conseguenza, un gruppo politico che si comporti da liberale è fisiologicamente impegnato a sostenere con forza la laicità delle istituzioni nel quadro storico in cui opera.

Quando il Presidente Cossiga sceglie il primato spirituale e pretende che la legge fissi modelli comportamentali stabiliti dalla comunità religiosa, dovrebbe innanzitutto riconoscere che sceglie una strada opposta a quella liberale. Una scelta del tutto legittima, anche se l’esperienza storica ha finora provato che abbandonare la strada liberale avvia lo smottamento verso il fondamentalismo.

Quando il Presidente Cossiga afferma che la Casa delle Libertà e la Gad sono completamente laicizzate perché lasciano libertà di coscienza su una legge zeppa di vincoli all’autonomia dell’individuo e in particolare della donna, dovrebbe innanzitutto riconoscere che sceglie la fede come fonte legislativa e rifiuta la laicità delle istituzioni. Perché con la laicità delle istituzioni la legge lascia la libertà di coscienza ad ognuno, mentre,se si lascia in vigore una leggelesiva dell’autonomia individuale,resta al cittadino la sola libertà di coscienza di violare la legge, magari attraverso l’ipocrisia del sotterfugio o dell’espatrio.

 

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