Sui limiti allo sconto librario e sulla campagna di Repubblica

Intervento nella discussione on line del Partito Pirata

Stamani abbiamo ricevuto due mail da Alessandro Bottoni.

La prima, sulla questione dei limiti allo sconto librario, nella sua parte strutturale la condivido in pieno, nel merito e nei motivi addotti per motivarla. Mi pare un esempio di informazione fondata sul far conoscere un’opinione  strettamente fondata sui fatti oggettivi inerenti il tema.

La seconda riporta la campagna di Repubblica  “Voglio essere informato”. Su questa campagna, in sé di grande importanza civile, credo vadano fatti dei rilievi non secondari. Innanzitutto, l’informazione data deve essere veritiera (ad esempio, nella campagna referendaria sui quesiti 1 e 2, una parte della RAI e la linea redazionale del Corriere della Sera diffondevano informazioni FALSE su che cosa chiedevano i due quesiti, il che vanificava il senso delle scelte dei cittadini). Poi, l’informazione implicitamente deve riferirsi a questioni di interesse civile tali cioè da non toccare altri aspetti che sono non meno importanti perché costituzionalmente garantiti (la tutela della attività parlamentare e quella del privato dei cittadini che non fanno politica). Ancora, insieme all’importanza dell’informazione, va considerata l’importanza della discussione di idee e di progetti politici e dunque la necessità civile di evitare che l’informazione ridotta a pettegolezzo depisti  dalla discussione sulle cose serie. Inoltre, nel dare norme sulla convivenza civile, non è possibile far finta di non vedere i fatti, e cioè che si è creata una spirale perversa tra ambienti della magistratura che consentono (per non usare un altra espressione) la fuoriuscita di notizie riservate per legge e giornalisti che, in applicazione della teoria di pubblicare quanto hanno saputo, danno  oggettivamente spago agli stessi ambienti della magistratura.
Insomma, la questione informazione non può essere ridotta al metodo delle tifoserie contrapposte. Non si può dire tutto va bene nel campo dell’informazione e non si può dire si risolve tutto impedendo di informare. Occorre trovare risposte normative che risolvano i problemi che ci sono ma sempre con l’obiettivo di costruire la convivenza sulla libertà del cittadino.
Per questi motivi, la campagna “voglio essere informato” appare in sostanza strutturata in maniera funzionale alla scelta editoriale di essere un giornale partito più che alla necesstà di risolvere un problema complesso che esiste.

 

Questa voce è stata pubblicata in ARTICOLI e INTERVISTE (tutti), sul tema Proposte, sul tema Quadro politico e contrassegnata con , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.