Scrivendo su informazione e democrazia in crisi, il Sindaco di Pisa avvalora le sue tesi scrivendo che nei confronti del nostro paese vi sono “diffuse proccupazioni per il futuro della democrazia già condivise negli anni scorso da osservatori autorevolissimi e super partes quali Ralf Dahrendorf…”. Questa citazione è in parte fuorviante e purtroppo non per caso: nasconde la posizione dei liberali.
La nasconde nel merito del rapporto tra informazione e democrazia. Da anni (e fin dall’inizio) i liberali in Italia hanno espresso la propria contrarietà al conflitto di interessi soprattutto in materia mediatica (ma l’area PD ha scelto, con più Presidenti del Consiglio, di non fare una legge); e hanno condiviso l’Appello dei Tre giuristi pubblicato da Repubblica (sottoscritto dal Presidente del gruppo Parlamentare dei Liberali e Democratici, Verhostadt e dal segretario del Partito, Neyts), in quanto atto a difesa della libertà di stampa e in avversione per quegli atti che, a prescindere dalla motivazione, riducono in campo politico i criteri espressivi delle libere opinioni. Questo il Sindaco lo omette. E non è una combinazione. Ha questo fine il “piccolo” falso su Dahrendorf. Dahrendorf era sì un osservatore autorevolissimo ma non era super partes, era liberale. E non solo nell’animo. E’ stato per oltre trenta anni, fino alla scomparsa il giugno scorso, Presidente d’Onore dell’Internazionale Liberale a cominciare dall’epoca in cui ne era ancora Presidente Giovanni Malagodi. Ciò non è stato per caso, dal momento che Dahrendorf fu deputato dei liberali tedeschi nel 1969 , l’anno dopo Commissario Europeo in rappresentanza dell’area liberale. E quando era Amministratore Delegato del St.Antony College all’Università di Oxford , nel 1997 a Oxford celebrò il Congresso della Internazionale Liberale nel 50ale della fondazione. Palesemente nessun atteggiamento super partes. Oltretutto Dahrendorf ha sempre sostenuto che “libertà significa costruire delle istituzioni secondo i nostri intendimenti”.
L’inesatto richiamo su Dahrendorf non è una svista. E’ funzionale al nascondere i liberali sulla politica attuale. In particolare nascondere che per i liberali la libertà di stampa è un valore primario da difendere, ma non può mai trasformarsi in assenza di responsabilità da parte di chi la usa come scudo. Come avviene quando si difendono spudoratamente trasmissioni indifendibili sotto il profilo del servizio pubblico.
Inquadrare correttamente la personalità di Dahrendorf ,senza farne uso strumentale per altri fini, è tutt’uno con il corretto uso della libertà di esprimere le proprie opinioni .

