Caro Beppe,
Ti ringrazio del Tuo fax con l’articolo di Rosella del Castello pubblicato sull’Eco di Bergamo (sito e cartaceo) che dà la notizia ufficiale di quanto era già ufficioso: la Tua candidatura a Presidente della Provincia per l’Ulivo. Complimenti vivissimi. Nel caso Tu ritenga possa servire a qualcosa l’aiuto esplicito della Federazione dei Liberali regionale o nazionale, fallo sapere, dato che a occhio e croce, se non mi sbaglio, sarà una corsa difficile.
La Tua riga di accompagnamento ( “ per tua doverosa conoscenza, sperando di poter continuare a fare parte della Federazione… “) merita peraltro un commento. La speranza di “continuare a far parte” non può essere connessa al fatto di essere candidato perché la FdL non ha mai sollevato questioni sull’essere candidati per l’Ulivo. E’ evidentemente riferita alla qualifica – che Ti è data nell’articolo – di “ esponente della Margherita”. Da qui, due osservazioni.
La prima è che questa qualifica, annacquando la Tua caratteristica liberale, non credo Ti giovi elettoralmente per far breccia sugli indecisi e su quell’elettorato di Forza Italia scontento anche perché insofferente del risorgente conformismo neodemocristiano (dopo le recenti vicende parlamentari, credo siano cadute anche le ultime speranze di spazi non popolari nella Margherita). La seconda è che la Tua speranza rallegra me e il Tesoriere FdL ma Ti costringe ad una prassi acrobatica dato che la Margherita si riconosce nella nuova e grande famiglia di Prodi che, a livello europeo, vuol essere diversa da quella liberale (oltre che da PPE e Socialisti) e , a livello italiano, intende prefigurare l’unità nell’Ulivo. Cioè una prospettiva politica opposta a chi ritiene che il riequilibrio della politica italiana passi per il superamento dei due blocchi immodificabili e per l’emersione dell’area liberale. Che ci sarebbe se i liberali non si baloccassero in calcoli di convenienza di breve respiro (all’insegna del disimpegno o dell’impegno in trasferta).
In bocca al lupo.

