Da Marco Cappato a Federazione dei Liberali
Caro Raffaello,
ho letto con attenzione il documento e l’ho fatto leggere ad alcuni
compagni. Non è scontato dirti che ne condivido non solo l’impostazione, ma
anche la funzione che si propone di assolvere.
Dopo qualche riflessione e dialogo, sono però arrivato alla convinzione che
in realtà non siamo nelle condizioni di promuovere iniziativa politica su un
documento di questo tipo. Se infatti fosse soltanto un problema di
coinvolgimento di spezzoni della classe politica e di una certa
intellettualità illuminata, l’esigenza di inserire preventivamente
l’obiettivo referendario in un quadro più generale di laicità delle
istituzioni sarebbe un passaggio preliminare per garantirsi di non restare
poi appesi a compagni di strada poco – almeno sotto quel punto di vista –
affidabili.
Ritengo invece che nelle attuali condizioni (che non sto a riassumere, ma mi
riferisco innanzitutto all’illegalità delle istituzioni, con in testa la
Corte costituzionale, e dei media) la carta prioritaria da giocare sia
quella di una interlocuzione sociale cementata dallo sdegno vivo e concreto
per le violenze e le proibizioni della legge. So, Raffaello, di non porre
una questione di per sè contraddittoria con la tua idea. Ma, per spiegarmi
con un esempio, credo che o troviamo – in ipotesi – 5.000 medici, decine di
professori e luminari, anche non italiani, che esprimono una chiara
disponibilità a spendere il proprio nome, e magari qualcosa di più, nella
campagna referendaria (e insieme a loro, indirizzari veri di malati e di
loro associazioni), oppure ci troveremmo a vestire, magari di un vestito
politicamente ineccepibile, un corpo che non ha, ad oggi, alcuna possibilità
di avanzare sulle proprie (cioè sulle nostre, sulle tue e di pochi altri)
gambe.
non voglio con questo messaggio chiudere un dialogo che tu sai essere per
noi importante, ma semmai rilanciarlo introducendo altri elementi.
Ciao,
Marco
Da Federazione ei Liberali a Marco cappato, 20 febbraio 2004
Come concordato prima, Ti invio la bozza del documento che abbiamo
predisposto quale ipotesi politica a base del referendum sulla PMA, con
l’obiettivo di evitare che appaia una questione abbastanza specialistica
( che non tocca tutti) e di ancorarlo ad un tema più generale e più
appassionante come la laicità delle istituzioni ( che comunque tocca tutti)
.
A noi sembra – come avevo già argomentato nella lettera inviatavi la
settimana scorsa – che la questione sia essenziale, soprattutto pensando che
si dovranno affrontare difficoltà nella “comunicazione” : tanto più
l’argomento è forte e generale tanto più qualcosa passa e sollecita
l’attenzione.
Ti sarei grato se Tu mi potessi far conoscere quanto prima cosa pensate del
documento e, in caso concordiate nella sostanza, come utilizzarlo e come
poter collaborare all’organizzazione di tutta la vicenda.

