Un ddl liberale per dar regole all’esercizio della caccia

Questo disegno di legge liberale sulla fauna e sulla caccia non intende entrare nella questione etica della liceità di uccidere gli animali selvatici per sport o per divertimento. Il suo scopo è più limitato ma non meno importante.
Il disegno di legge accetta il dato di fatto che una moltitudine di persone pratica l’esercizio venatorio e lascia a ciascuno la libera scelta di farlo. Non ritiene però che questa possibilità di scelta sia un vero e proprio diritto civile del cittadino. Su questa convinzione non influisce che la caccia sia un’attività controversa ( molti diritti civili sono stati e sono controversi) . Influisce che la caccia è un’attività che incide fortemente su territorio , fauna, economia agricola, e dunque un’attività che non può essere esercitata liberamente come un diritto civile del singolo. L’esercizio della caccia deve essere soggetto a regole che ne assicurino la compatibilità con i diritti altrui e con il rispetto di esigenze di più vasta portata, come l’equilibrio complessivo delle condizioni ambientali e della convivenza. Una volta fissate quelle regole, chi sceglie personalmente di cacciare, può farlo nel loro ambito.
Il disegno di legge pone dunque come suo primo punto base la protezione, nell’interesse della società italiana e internazionale, di tutte le specie animali selvatiche viventi allo Stato naturale sul territorio italiano. E per rendere più penetrante e La protezione è affidata al Ministero dell’Ambiente con la consulenza dell’Istituto di Biologia della Selvaggina.

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