PRESIDENTE. Svolgiamo ora le mozioni indicate ai punti 98 e 100 dell’o.d.g.: mozione del consigliere Morelli, sulla necessità che venga tempestivamente approvata una moderna normativa contro la violenza sessuale, che tuteli la dignità della donna. Al n. 100 la mozione dei consiglieri Dragoni, Pezzati, Franci, sulla necessità che venga tempestivamente approvata una moderna normativa contro la violenza sessuale.
Ha la parola il presentatore della prima mozione, consigliere Morelli.
MORELLI. Credo che la mia mozione non abbia bisogno di grandi illustrazioni perché è una mozione, cogliendo come occasione l’8 marzo, festa della donna, che il mio gruppo ha voluto proporre a questo Consiglio perché si esprima su un fatto che non lo riguarda direttamente sotto gli aspetti giuridico formali, ma che coinvolge questo Consiglio e tutte le popolazioni sulla sostanza del problema che appunto è legato alla festa che 1’8 marzo si celebr. Cioè il fatto che con la crescita della società civile di pari passo deve anche procedere sempre di più il riconoscimento completo dei cittadini di sesso femminile come cittadini da tutelarsi come tutti, nella loro piena essenza di persone umane, indipendentemente dalla caratterizzazione sessuale.
Questo principio ha trovato applicazione nell’invitare il Consiglio a voler invitare le Camere a riprendere l’esame di tutta la normativa delle leggi di trasformazione dei codici che si è arenato a seguito del noto emendamento proposto dall’On. Casini ed altri, a seguito del quale si è da più parti ritenuto, e a nostro parere fondatamente, che venisse di fatto mutato lo spirito della legge che era quello che dicevo all’inizio e cioè quello di portare anche la normativa del codice a una piena rispondenza a quella che è l’esigenza, la tutela del cittadino come persona indipendentemente dalla sua caratterizzazione sessuale.
Quindi la mozione essenzialmente tende a far riprendere il cammino di miglioramento di tutte quelle normative che l’esame di questa legge, nei testi unificati in particolare, tendeva a far divenire legge dello Stato, adeguandosi al più maturo pensiero e ai punti di posizione della società civile in questo ambito, in questo settore, e in particolare anche invita le Camere a voler in qualche modo reintrodurre la distinzione tra l’aspetto della tutela della persona dei cittadini, distinguere questo fatto rispetto all’altro principio che per noi anch’esso ha una sua validità ma non è assolutamente assimilabile e sotto certi aspetti nemmeno riconducibile al primo, i problemi relativi a quella che si chiama la pornografia.
A nostro parere infatti è cosa diversa la violenza alla persona, che è indirizzata a tutti i cittadini in quanto persone, senza distinzione, e la violenza perpetrata attraverso l’uso di particolari o immagini o richiami letterari che sostanzialmente viceversa possono usare certe particolari caratterizzazioni sessuali ma non sono un reato contro la singola persona, ma si configurano come altra applicazione di uso distorto del rapporto complessivo tra i cittadini di sesso maschile e sesso femminile o comunque come strumentalizzazioni che sono e restano, anche se discutibili e sanzionabili, cosa completamente differente dalla tutela della violenza alla persona.
Per cui, come dicevo all’inizio, io credo che anche la stringatezza del testo della mozione non abbia necessità di ampie illustrazioni perché credo che sia sufficientemente mirata a quello che ha voluto essere e che ho qui sommariamente riassunto: un modo concreto per fare dell’8 marzo non una data di celebrazione rituale, quasi che ci fosse l’impossibilità da parte della società civile e delle istituzioni di superare certe differenze fra la situazione del cittadino di sesso maschile e quello di sesso femminile e che quindi ci fosse bisogno di ricorrere a queste forme di rito che sarebbero così celebrative ma non inciderebbero nella realtà concreta dei problemi.
Noi chiediamo viceversa che anche queste forme di feste debbano avere il senso e il significato di una festa moderna e cioè un impegno concreto a migliorare quello che c’è da migliorare, a ripensare la complessa situazione della problematica nel nostro Paese. Quindi in questo spirito abbiamo tentato di proporre un qualche cosa di concretamente operante, cioè un invito alle Camere affinché procedano nell’esame di tutta la revisione delle norme del codice relative a questo settore, rispettando dei principi che siano coerenti con la grande ispirazione della difesa della persona umana.
Credo che su questo punto, a quanto si può anche rilevare dalla mozione successivamente presentata, ci dovrebbe essere una sufficiente convergenza. C’è poi il problema del risolvere la richiesta che noi avevamo avanzato nella nostra mozione con uno spostamento di tutta la materia o, meglio, più esattamente, sia dei problemi relativi sostanzialmente alla pornografia che di quelli relativi più strettamente alla difesa della persona, di spostar li tutti in blocco in un altro titolo del codice.
Noi pensiamo che così facendo si verrebbe a ripetere sostanzialmente, al di là di una certa disponibilità a trovare punti di incontri, ma pensiamo che in qualsiasi modo si faccia, mantenendo una commistione formale fra le questioni attinenti la persona e la violenza contro la persona con le questioni attinenti alla violenza che si esercita attraverso l’uso della pornografia in senso lato, sostanzialmente a nostro parere si commette un errore, si finisce, anche se forse chi lo propone non lo vuole, si finisce, per far restare i cittadini italiani di sesso femminime in una sorta di categoria diversa, e quindi a noi sembrerebbe che sotto questo profilo, non sotto l’aspetto più generale della richiesta fatta nella mozione del collega Dragoni ed altri di sollecitare appunto la revisione di questa legge. Su questo penso siamo tutti concordi, ma sotto questo particolarissimo aspetto penseremmo che la soluzione migliore possa essere quella, tecnicamente da studiarsi, ma comunque quella che separa la tutela della violenza alla persona dal problema della violenza attraverso la pornografia.
Naturalmente noi siamo disponibili a vedere con tutti gli altri colleghi quelli che possono essere i cambiamenti, ma mi auguro che data la particolare rilevanza della materia si possa addivenire ad una votazione che sia al contempo in equilibrio fra l’esigenza di sufficienti accordi e consensi con l’esigenza di una sufficiente chiarezza nei propositi dell’invito che si rivolge alle Camere.

