PRESIDENTE. Ha la parola il consigliere Morelli.
MORELLI. La delibera che il Consiglio va ad approvare senza dubbio, ne vogliamo dar atto, corrisponde, e diciamo finalmente, alla necessità, che non era solo un fatto giuridico ma anche un fatto politico, di arrivare ad assumere una decisione. Ma è una decisione che di per sé, come si presenta, avulsa da tutto il contesto che l’ha portata ad essere assunta per la posizione del Consiglio regionale, può anche trovare una certa considerazione in alcuni aspetti, ad esempio si avvia a soluzione il problema dell’immediato, e quindi sotto questo profilo non è che tutto quanto vi è scritto deve essere forzatamente oggetto di totale ripulsa e indignazione. Però noi crediamo – ed è per questo che non avendo potuto per motivi di assenza fisica da Firenze parlare più largamente nel dibattito – è per questo che ho inteso fare dichiarazione di voto. Pensiamo che non si possa in un argomento di questa rilevanza – rilevanza non solo per le questioni economiche e sociali che sono in qualche modo implicate ma per i principi di governo che coinvolge in questo e in altri casi – trascurare tutte le cose che si dovevano fare e che non si sono fatte.
Ha detto l’assessore nella sua replica: in qualche modo però ci dovete dare atto che siano arrivati a decidere. Ma non è questo che si nega, a una decisione ci siamo arrivati. Il problema è che non è molto chiaro come si sia arrivati a questa decisione, sulla base di quali parametri, con quali logiche di fondo, perché, e noi potremmo anche essere d’accordo, ma perché si è scelta la logica di fare il piano stralcio, che, ripeto, anche noi potevamo concordare vista l’inazione precedente, l’abbiamo detto anche in questa sede alcuni mesi fa, da parte della Giunta, perché si è fatto il piano stralcio e si è ritenuto impossibile arrivare a un piano complessivo come prevedeva la legge.
Sono tutte queste domande che a noi sembra non possono non trovare risposta e che se non trovano risposta devono in qualche modo essere sanzionate dai gruppi di opposizione. È chiaro che ci dovrà pur essere un motivo, da una parte, perché si è addivenuti a una scelta, quale che essa sia, e nella delibera non sono spiegati fino in fondo tutta la serie di parametri perché si fa una serie di rimandi ad altri documenti ma in nessuna parte è fatta una sorta di conto complessivo dei pro e dei contro e della valutazione del perché si è fatta questa scelta. Non si spiega perché nel giro di sei-sette mesi si è fatta una conversione sostanzialmente ad una logica di fondo partendo dalla logica di una discarica controllata unica ad una logica di discariche invece più piccole e diffuse sul territorio. Quando queste cose si dicevano come minoranza a ottobre nel dibattito, è registrato, venivano prese come “attentati di lesa maestà”. Perché si è cambiato? Al limite voi direte: ma perché vi lamentate se si cambia in meglio? Ci lamentiamo perché il fatto è di capire perché si è cambiato, su quali valutazioni tecniche e operative si è potuto poi costruire questo altro tipo di impegno.
E poi, ancora, se questa logica, come sembra, che ha presieduto alla scelta di più luoghi, è una logica di puntare a soluzioni che vedano tutta una serie di nuove iniziative nel campo del trattamento dei fanghi, allora tutte queste cose andavano dette e non sono state dette. Cioè in pratica non si vede emergere un piano economico territoriale con valutazioni complessive anche di proposte alternative, che abbia portato poi a questa scelta. E noi vogliamo sanzionare questo fatto, cioè il fatto che alla scelta che oggi decidiamo ci si è arrivati a tentoni, come una palla sul biliardo batte di qua e di là e poi va avanti, ma senza comprendere a pieno quali sono le equazioni che regolano le traiettorie della palla e nemmeno quelle che le regolano ma almeno la traiettoria che le voleva imprimere il giocatore.
Noi crediamo che questo non sia giusto … (Interruzione dall’aula) Crediamo che questo non sia giusto, anzi, sia profondamente sbagliato, perché pensiamo a fondo che al di là della normativa di legge che avrebbe imposto la presentazione di questi piani il 30 giugno dell’anno scorso ci sia una logica profonda di efficienza della macchina pubblica che imponga un comportamento del soggetto pubblico sostanzialmente aderente ai principi dell’efficienza, anche perché deve dare degli indirizzi comportamentali anche all’attività dei soggetti. privati, e senza dubbio è indiscutibile che i soggetti privati, soprattutto quelli più accorti, quelli più corretti, quelli più rispettosi delle leggi, da questi comportamenti incerti, zigzaganti, casuali, del tutto imprevedibili, non sono certo favoriti ma al contrario sono sostanzialmente puniti.
Abbiamo desiderato fare la dichiarazione di voto perché abbiamo cercato di dire sinteticamente il motivo per cui noi non condividiamo questa delibera. Non con questo facendoci velo e chiudendoci gli occhi di fronte alle scelte che si sono arrivate a fare, ma per sottolineare che non è complessivamente serio e produttivo che un organo con compiti importantissimi in questi settori assolutamente decisivi, quale la Giunta regionale, si comporti in modo così scoordinato e sostanzialmente così sprogrammato, perché, abbiamo anche in questi giorni riguardato tutti i provvedimenti, dal maggio dell’anno scorso, a quello di ottobre, a quello di gennaio, le delibere della Giunta, quelle relazioni e documentazioni portate in questa sede questa volta, e sostanzialmente in nessuno di questi casi si è fatto un preciso elenco dei parametri, della comparazione tra questi parametri, che potesse portare a dire che veramente la Giunta ha scelto questa soluzione finale per questo e questo motivo. Questa mancanza di metodo di fondo ci sembra essere un qualcosa che vogliamo veramente superare perché se non lo superassimo anche tutta l’impostazione futura, e non è chiaramente la sede qui per parlarne, che si tenta di dare, ad esempio, col piano regionale di sviluppo e con il bilancio nuovo, se non parte dalla piena non solo maneggevolezza ma anche consapevolezza di questi sistemi, di questa capacità di comparazione fra i dati, diventa una pura declamazione retorica e allora veramente sul piano dell’efficienza non è nemmeno inefficace, è assolutamente estranea alla logica dell’efficienza. Per questo motivo noi non approveremo la delibera n. 2404.

