La PCI mania del centenario (a Fabio Martini)

Egregio Dottore,

ho letto il Suo piacevole articolo sui 100 anni del PCI ma, considerando che Lei è un commentatore politico di vaglio, lo trovo frutto della solita lettura “conformista” della storia .

La sua lettura è conformista perché da per scontato che l’avvenimento del gennaio 1921 al Teatro Goldoni di Livorno non fu il XVII Congresso del PSI (dal 15 gennaio) bensì la scissione che avvenne alla fine (il 21 gennaio). Che è appunto la narrazione di quelle vicende fatta da allora in poi  dal PCI e dalla cultura convinta che la vittoria comunista fosse un destino ineluttabile.

In realtà, il XVII Congresso del PSI fu l’ ”Eutanasia della Democrazia” . Cioè proprio il titolo dato al Convegno che si svolgerà il 15 gennaio 2021 sempre al Teatro Goldoni (con tre eminenti storici e con la partecipazione del Sindaco di Livorno e del Presidente della regione Toscana) con un obiettivo di ecologia poltica culturale, cioè il far pulizia delle narrazioni posticce finora diffuse.

La scissione venne causata dal fatto che la frazione comunista (di Bordiga e Terracini che, sulla linea del Comintern, voleva cacciare dal PSI l’ala riformista di Turati-D’Aragona- G.E. Modigliani) non accettò di esser nettamente battuta  nella mozione presentata al voto dalla maggioranza massimalista di  Serrati (che non  intendeva cacciare i riformisti). La storia ha mostrato che il prevalere dei massimalisti consentì ai socialisti di restare sul terreno della democrazia (mentre l’altra ha avuto oltretutto i ben noti e perduranti esiti fallimentari). Tuttavia, l’essere pure i massimalisti dominati dal sogno della prospettiva rivoluzionaria, finì per  favorire il crearsi nell’opinione pubblica delle condizioni  che in poco tempo portarono alla morte dell’ordinamento democratico. Non a caso il sottotitolo del Convegno del Centenario è “Dal biennio rosso al fascismo”.

La storia del PCI è senza dubbio un tema accattivante dal punto di vista mediatico commerciale ma non è il dato politico più istruttivo sotto il profilo della democrazia italiana. Tanto che tra le nutrite citazioni da Lei fatte delle iniziative assunte dalla galassia dei nostalgici del PCI, Lei include il recente libro di Ezio Mauro, ma non ne riporta il titolo “La dannazione, 1921”. Un titolo che , seppure nel taglio giornalistico, allude al fatto che quanto accadde allora si rivelò un grave errore politico (prevedibile e previsto) di cui non è proprio il caso di fare una celebrazione (che è appunto la tesi del Convegno del 15 gennaio 2021).

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