Le incoerenze dei non liberali (alla mailing list di Piratpartiet)

Replica critica ad una dichiarazione apparsa sulla mailing list Piratpartiet

Contrariamente alla vulgata dei non liberali, la libertà non è assenza di vincoli bensì regole fondate sul consentire la libertà di ognuno, all’interno del vincolo più generale che in ogni caso sono i fatti sperimentali a spingere nel tempo verso la verifica della validità di quanto ciascuno sostiene e fa.

Allora, uno può esprimere quello che gli pare, ma poi se non c’è un minimo di coerenza, le parole divengono suoni disarticolati tanto per battere la grancassa e fare una sceneggiata senza riscontro nei fatti.

Sostenere che i credenti obbligano (meglio vorrebbero obbligare) a vivere secondo i loro dettami, è in piena contraddizione con il sostenere immediatamente dopo che “sono profondamente offeso ogni qualvolta la chiesa esprime pareri verso  qualsiasi argomento”. Basta riflettere. Se ti offendi che la Chiesa  esprima un parere differente dal tuo, significa che vuoi negare alla Chiesa la libertà di svolgere il suo magistero. Questo era concepibile dirlo all’epoca fascista, quando era stabilita una religione di Stato in cambio della non interferenza della Chiesa nella politica. Ma dopo che la religione di Stato è stata cancellata (almeno questo), o si riconosce la logica liberale della separazione Stato religioni (e allora la Chiesa ha diritto di sostenere qualsiasi tesi senza che nessuno si offenda ma lo Stato ha il dovere di non usare mai la fede come fonte legislativa o di privilegi) oppure si vuole togliere di mezzo il male religione, cosa che contrasta con la natura umana ed ha  già portato al fallimento la pretesa marxista di toglierla di mezzo in Russia.

La suggestione liberticida dell’offendersi in materia, trova un riscontro immediato quando si lanciano frecciate contro i buddisti rei di frequentare solo la loro cerchia ristretta. In altre parole, il respingere il criterio della fede come criterio di ragione e di convivenza viene fantasiosamente inteso come una diversa forma di imporre ad altri la propria convinzione.

Per concludere. Individualismo metodologico e senso critico sono proprio un altro mondo.

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