Caro Piero,
la nostra conversazione di ieri l’altro pomeriggio trova stamani un riscontro emblematico sul come il Corriere e un titolo del Giornale commentano gli sviluppi della contrapposizione politica.
Il Corriere, per posizionarsi, fa un fondo dal tono equanime e dalla proposta tipica dell’ipocrisia di potere succube delle procure. Poi, per imbellettarsi con la tradizione della borghesia lombarda, fa una pagina che dibatte sulle donne. Già questo è riduttivo. Ma, nel timore di sbilanciarsi troppo a favore delle Tue tesi, contrappone a te – che fai la tua parte con acume penetrante – un esponente di quella sinistra che, pur avvertendo le assurdità del giacobinismo neo perbenista, è incapace di accettare la logica liberale (stare ai fatti e mettere al primo posto la libertà) al punto da liquidare le tue (nostre) idee scrivendo che i consigli liberali non bastano (al solito, sempre alla ricerca drogata della soluzione finale, altre parole per dire la stessa cosa del fondo).
Il titolo del Giornale “Il Cav punta sulla Piazza” illustra la scelta del Presidente del Consiglio in termini assai indigesti per un liberale (anche se poi tra le righe fa intendere, seppur sorvolando, che l’obiettivo del Cav più che la piazza in sé è colpire al cuore la logica ribellistica e di indignazione moralistica con cui i suoi avversari riempiono il vuoto pneumatico di proposte alternative dell’opposizione).
Essendo questi i dati, trovo opportuno che tu domani faccia pesare il tuo pensiero liberale al Dal Verme. Ma ciò conferma l’urgenza, a mio parere, di costruire un canale autonomo di diffusione del metodo, della cultura, delle proposte liberali. Perché gli interventi caso per caso, vanno benissimo e ci vogliono. Ma non potranno mai uscire dalla testimonianza senza un filo di congiunzione distinguibile che dia voce al distinto comportarsi politico da liberali. Sappiamo tutti bene che l’elefantino non può passare per liberale, perché è sempre stato ed è un intelligente, colto e spregiudicato uomo di potere. Longo, Craxi, Berlusconi, la libertà sessuale e la lista per la vita, tutto fa brodo. Per lui. Invece per noi liberali, il buon brodo lo fa la vecchia gallina liberale, perché appunto parte dalla libertà del cittadino.

