Secondo commento ad un dibattito su LaVoce.info
La sussidiarietà non è “un principio fondamentale del pensiero liberale europeo” bensì una classica tesi del pensiero popolar religioso. Il PPE la sostiene da molto tempo per contestare felpatamente l’idea (questa sì tipica liberale) che le regole dello Stato fondano la convivenza civile tra cittadini diversi. E citata nel nuovo art.118 della nostra Costituzione e nel Trattato Europeo che risalgono ai primi anni 2000, quando il peso del PPE in Italia (Forza Italia, Margherita, UDC) ed in Europa era divenuto rilevante. E siccome, nel quadro della prevalenza civile dello Stato, tale principio conserva solo il senso di dare il massimo spazio ai cittadini, non ci sono state obiezioni. I problemi spuntano fuori con le letture distorte che vorrebbero limitare la laicità istituzionale. Tanto che l’art.3 non tratta affatto della uguaglianza sostanziale della comunità bensì dell’impegno pubblico al libero sviluppo di ogni cittadino, che è libertà delle diversità. Perciò la domanda de Lavoce.info è pertinente al fine di evitare privilegi di natura religiosa, che operano contro le diversità. Affermarlo non è polarizzasi in fazioni ma ricordare che la vita non è conformismo nell’autorità.

