In una conferenza stampa odierna, Giuliano Ferrara ha detto che “sulle porte delle cliniche abortiste dovrebbe esserci lo slogan “Abort macht frei”, così come all’ingresso del campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau c’era scritto “Arbeit macht frei””.
E’ sempre più evidente che l’obiettivo di Ferrara non è promuovere una campagna culturale perché ognuno rifletta nel suo intimo se utilizzare o no la possibilità di ricorrere all’aborto nei modi di legge. L’obiettivo è imporre la visione politico religiosa sua e della lista Pro-Life e vietare il ricorso all’aborto in ogni modo e a chiunque. Questa commistione tra politica e religione è il segno distintivo del totalitarismo fondamentalista che vuole rendere uniforme l’intera società e impedire le libere scelte individuali, delle donne e delle famiglie. Non a caso Ferrara ha anche aggiunto che alle politiche prenderà due milioni di voti con cui porterà in Parlamento le questioni politiche vere.
E’ il momento che tutti i laici, credenti e non credenti, si pronuncino insieme per difendere la libera convivenza e la laicità delle istituzioni dagli attacchi del delirio fondamentalista senza sottovalutarne le implicazioni.

