Aggiornare la 194 e non stravolgerla

Il Ministro Amato chiede di riflettere a fondo sulla 194. A questa riflessione non vogliono certo sottrarsi i Liberali che del metodo critico sono per natura i custodi. Non a caso il PLI ha già presentato una proprosta di aggiornamento della 194 per superare disfunzioni e carenze.
Non vorremmo però che le riflessioni auspicate dal Ministro Amato finissero per essere il paravento dietro cui nascondere il regredire verso una filosofia che una coscienza laica non può accettare. Quella dello Stato che non si limita a fissare modi e procedure dell’aborto legale ma che si sostituisce alla donna nel compiere la scelta di avere o meno un figlio.
Lo Stato ha un ruolo di primo piano nella battaglia per la prevenzione dell’aborto. Dovrebbe impegnarsi a fondo nella propaganda contraccettiva e nell’informazione sessuale nelle scuole. Non può invece vanificare un principio, che è una conquista di civiltà: la procreazione come atto responsabile di libera scelta della coppia e non come destino vissuto fatalisticamente senza consapevolezza. Rinunciare a questo principio, limiterebbe il criterio della libera coscienza individuale di ogni cittadino che è il fondamento della nostra democrazia.

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