(dal resoconto sommario)
MORELLI : Nel riferirsi agli interventi precedenti, condivide l’opinione secondo cui l’insuccesso elettorale rappresenti solo una battuta di arresto nella crescita dell’area laica. Infatti è lecito ritenere che la maggior parte dei due milioni di voti non espressi nell’ultima consultazione siano attribuibili all’area laica e in particolare ai repubblicani e ai liberali, le cui perdite coincidono quasi sempre con le maggiori punte di astensionismo.
Sarebbe pertanto confermato, in tale ipotesi, la sostanziale stabilità delle tre maggiori aree politico culturali in cu si divide l’elettorato, e verrebbe ridimensionata di converso la pretesa del PCI di aver provocato un sostanziale spostamento di voti a suo favore.
Da questa analisi del tutto realistica deriva una coferma dell’opzione politica compiuta con l’alleanza PRI-PLI , se questa è stata intesa come un momento intermedio nella progressiva aggregazione tra i partiti di democrazia laica, nella prospettiva di un’alternativa occidentale. Viceversa tale tentativo dovrebbe considerarsi fallito, se si intendesse come un espediente per osttrarre alla DC una quota cospicua di quell’elettorato conservatore che continua ad identificacrsi nel partito cattolico.
Rilevato che il pentapartito rimane la migliore formula possibile, osserva che le undici schede proposte da Zanone sono senz’altro condivisibili, ma che occorre tuttavia accentuare l’azione del Partito soprattutto nei settori in cui operano ministri liberali, ai quali è mancato finora un adeguato supporto del Partito, di fronte in specie di fronte agli attacchi portati dalle altre forze politiche e in particolare dalla DC.
Afferma quindi che non ci si piò limitare alla constatazione che si deve governare soltanto per coalizioni m si deve anche dire quali sono gli alleati possibili: con quali forze cioè i liberalipensano di poter meglio realizzare i loro obiettivi programmatici. Su questo terreno, pur. senza voler operare delle scelte pregiudiziali aprioristiche, non si può non rilevare che gli alleati più vicini alle posizioni del PLI sono più spesso i laici invece che la DC.
Dettosi poi d’accordo con l’esigenza delineata da Valitutti di rivolgersi agli strati liberali più tiepidi, che pure sonopresentinella società, per convogliarli più decisamente vrso gliobiettivi della liberalizzazione e della moernizzazione del paese, rileva che a tal fine è necessario un maggiorer impegno nel senso del rinnovamento. Apprezzabile perciò è la disponibilità del Ministro Biondi a dimettersidal suo incarico se non sarà possibile ottenere gli obiettivi prefissati. Come pure la disponibilità più volte dichiarata da Zanone ad una rotazione del’incarico di Segretario Generale. E’ proprio sul terreno del continuo rinnovamento che i liberali , in quanto laici e riformisti, possono rilanciare il loro ruolo nella società.

