PRESIDENTE. Ha la parola il consigliere Morelli.
MORELLI. Questo primo assaggio di dibattito sul futuro dell’assetto della Giunta che avremo il 31 ci offre l’occasione di ripetere alcune idee che ormai da due mesi andiamo ripetendo con facile capacità previsionale, e cioè che le difficoltà già emerse nel corso dei mesi, oserei dire dalla metà dello scorso anno in modo crescente, sono ormai arrivate oggi alla loro formalizzazione giuridica e dimostrano che il tempo delle certezze a sinistra non c’è più; questo noi lo salutiamo positivamente non tanto perché non siamo di sinistra, quanto perché siamo convinti che in un Paese come il nostro la politica delle certezze assolute non è produttiva di interventi programmatici concreti, e invece noi siamo coerentemente, costantemente, con pazienza e con decisione, per quanto ce lo consentono le nostre forze limitate, convinti che viceversa si governa, si può governare, soprattutto a livello locale, con attenzione agii sforzi programmatici. E allora il fatto che non esistano ancora le condizioni per le convergenze programmatiche è, a nostro parere, un dato di fatto centrale per dare dei giudizi circa i possibili sviluppi della crisi nelle prossime settimane.
Senza alcun dubbio, a nostro parere, sarebbe auspicabile che queste convergenze si trovassero con rapidità e che presto la nostra Regione avesse una maggioranza decisa, coerente e capace nell’affrontare i molti nodi che tutt’ora permangono e che, al di là dei saluti obbligati al Presidente uscente e agli assessori, non possono essere disconosciuti non dico dalle minoranze ma neppure dalla maggioranza, perché vi sono molte cose che tutt’ora non vanno nella nostra Toscana. Ma il fatto che ci sia anche da parte nostra questo impegno, per quanto ci concerne come forza di minoranza collocata all’opposizione, di arrivare presto a una composizione programmatica che consenta di fare da piattaforma alla nuova maggioranza, questo auspicio non basta a realizzare di per se stesso le condizioni dell’esistenza di questa piattaforma e degli accordi politici che possano chiuderla e proporre con rapidità una maggioranza ampia, organica e coerente.
Noi in questo senso siamo tra coloro – e l’abbiamo detto in un comunicato dei nostri organi già il mese scorso, quasi, quando si aprì questa vicenda in contemporanea con lo scioglimento delle Camere – che sostengono che è puramente illusorio, se non ipocrita, non voler vedere il raccordo evidente che esiste in termini politici con la particolare situazione del Paese, cioè con la situazione di campagna elettorale, di crisi politica, che deve essere in qualche modo sciolta o comunque polarizzata in termini tecnici, cioè indirizzata dalla campagna elettorale e dal voto a fine di giugno. Noi crediamo cioè che il richiamo, che è stato fatto anche questa mattina in documenti che circolano in questi giorni, all’autonomia delle esperienze regionali sia un richiamo giustissimo, a patto che sia calato nella realtà politica concreta.
Non è possibile pensare che la Toscana sia avulsa dalla situazione politica nazionale e non è possibile pensare che una crisi politica, quale è quella che oggi abbiamo di fronte in Toscana, al di là dell’occasione delle dimissioni da consigliere regionale del Presidente della Giunta Leone, non abbia collegamenti stretti con l’altra crisi politica, e crisi politica di rapporti politici, che ha portato alla chiusura anticipata della legislatura e alle elezioni a’ fine giugno. Per noi dimenticare questo vorrebbe dire prescindere da un esame corretto delle situazioni politiche e quindi allontanarsi, non avvicinarsi, dalla possibilità di affrontare concretamente i problemi e le problematiche reali della nostra Regione.
Noi quindi, senza dubbio, riteniamo che non si debba e non si possa far finta di nulla e che quindi sia opportuno il 31 maggio approfondire con proposte concrete e con un’esatta individuazione di posizioni, anche da parte di quella che fino ad oggi è stata la maggioranza in questo consesso, le prospettive sul come gestire questi 40, 50, 60 giorni, perché noi crediamo che, comunque sia, è probabile che la soluzione che verrà proposta al 31 maggio abbia per sua stessa natura, almeno di particolari situazioni, una vita abbastanza limitata, un compito abbastanza limitato nel tempo. Ma, mentre da un lato siamo convinti di questa necessità di fare al meglio e di assettarsi al meglio per non mandar sprecate anche queste settimane che ci sono davanti, perché senza dubbio i nodi irrisolti della Regione non consentono di perdere tempo, non comprendiamo quando’ da queste preoccupazioni giuste che pure esistono da parte democristiana si è voluto andare oltre e scegliere una strada che tende a spingere verso una contrapposizione frontale, più che a spingere sulla strada di una possibilità effettiva di trovare concordanza e individuazione di problematiche capaci di fare da base, da fondamento ad una nuova maggioranza. E questo lo diciamo non solo e non tanto perché, con un metodo che nella Democrazia Cristiana viene non da vicino, queste proposte agli altri partiti sono state fatte quasi come una volta certi imperi facevano. Mandavano dei messi nelle località suddite per imporre ordini più che fare proposte. Abbiamo letto stamani che la DC aveva pensato a queste proposte dopo incontri, ad esempio, con la nostra forza politica; noi la Democrazia Cristiana non l’abbiamo nemmeno vista, quindi non è che lo rifiutiamo solo per questo che è un metodo chiarissimo che abbiamo più volte rifiutato e che vogliamo anche qui ribadire ufficialmente che rifiutiamo, ma anche per … (Interruzione dall’aula) Ma lo rifiutiamo anche nei contenuti, perché, ripeto, mentre siamo convinti che le preoccupazioni esistono ed è giusto darsi da fare per superarle, se è possibile insieme, non siamo convinti che il metodo sia quello di spingere molto avanti sulla strada della contrapposizione, perché pensiamo che si può governare solo con la maggioranza. Noi siamo una forza piccola di numero, ma siamo convinti assertori del rispetto di certi principi. E allora bisogna arrivare in democrazia, per governare, a mettere insieme i voti necessari.
È chiaro che, se nel confronto politico di cui parlavo all’inizio, non sembrano, .ad oggi, esserci le condizioni per poter fare una proposta alternativa, alla quale anche noi aspireremmo ma purché fondata su precise scelte di diverso segno sul ruolo della Regione. Noi, fino a che non si vedono queste possibilità concrete, pensiamo che il forzare sulla strada delle contrapposizioni frontali finisca, questo sì davvero, a dimostrare una poca autonomia della Regione, perché in sostanza abbiamo la sensazione che in questi giudizi, in questo non voler contribuire alla maturazione dei problemi e a spingere ad assetti politici e programmatici ancora immaturi, in questo noi vediamo veramente un’incapacità di mantenere valutazioni, comportamenti e atteggiamenti non condizionati dalle vicende e vicissitudini elettorali nazionali nelle quali oggi siamo impegnati. È in questo che, caso mai, vediamo una concreta prova di mancanza di autonomia a livello regionale rispetto a quelle che sono le problematiche nazionali di tipo elettoralistico.
Concludendo, noi rimaniamo fedelmente allineati sulla posizione che abbiamo in questi due mesi avuto occasione in quest’Aula di sottolineare e di riconfermare più volte, e cioè riteniamo che la nostra Toscana abbia senza dubbio bisogno di una Giunta che sia costituita con uno spirito nuovo di confronto politico, di maggior realismo e adesione ai problemi, intesi non come elenco di tutto lo scibile umano ma di precise scelte operative di intervento nella società toscana. Auspichiamo che questa Giunta, questa maggioranza, dovrebbe realizzarsi in tempi brevi, ma non crediamo possibile forzare questi tempi con un atteggiamento che invece di essere maieutico finirebbe per strangolare questa possibilità di sviluppo del dibattito forzando troppo i tempi. Noi vogliamo esprimere l’auspicio che il dibattito del 31 possa portare ulteriori positivi apporti e allo sviluppo delle possibilità di assetto programmatico politico della futura maggioranza regionale e ad eventuali soluzioni che consentano di sfruttare anche queste settimane che ci sono di fronte, e che coincidono con.la campagna elettorale, senza strozzare improvvisamente il dibattito. Riteniamo che questo sia l’unico modo coerente di fare una politica autonoma ma non separata e avulsa dal contesto dei rapporti politici nazionali.

