Decisioni finali sulla mozione contro la violenza sessuale e per la dignità della donna

PRESIDENTE. Riprendiamo l’esame delle due mozioni nn. 158 e 161 iscritte rispettivamen­te ai nn. 98 e 100 dell’o. d. g. Comunico. So­no stati presentati dai consiglieri Dragoni, Morelli e Meiattini due emendamenti alla moz. n. 158 e li metto in discussione. Ha la parola il consigliere Morelli.

MORELLI. Per dire che, a seguito di questi contatti abbiamo convenuto questi emendamenti che noi leggiamo per quel che sono, e cioè per la volontà del Consiglio regionale di far appello affinché ·la legge – questo era contenuto nella mozione base – venga rapidamente portata a ter­mine, e con questi emendamenti auspichiamo che il Parlamento possa collocare le punizioni della violenza sessuale nell’ambito dei reati contro la persona e cioè nell’ambito del titolo dodicesimo del Codice Penale.

Con ciò siamo coscienti che non viene in questa sede espressamente affronta­to il problema di dove collocare le questioni rela­tive a reati di pornografia e altri, però, per quanto almeno ci riguarda, abbiamo già espresso il pare­re di merito e cioè che devono restare separate perché son due cose differenti, ma anche per quanto attiene a questo emendamento e al testo che ne risulta nel complesso, coordinato, esprimiamo l’avviso che con ciò il Consiglio regionale della Toscana dice che comunque la situazione che si è venuta a creare con l’approvazione dell’e­mendamento Casini deve essere modificata e che deve essere modificata portando la parte della pu­nizione della violenza sessuale nel titolo dodicesi­mo del Codice Penale, e questo è un dato positi­vo che accogliamo con compiacimento perché è chiaro che, almeno su questa parte, comunque, siamo tutti d’accordo, perché è chiaro che in que­sta sede anche i colleghi del gruppo democristi­nao sono d’accordo a ciò, indipendentemente dal­la sorte dell’altra parte del problema, sul quale evidentemente invece loro hanno opinioni diver­sificate.

In questo spirito, noi intendiamo questo emendamento non come un compromesso per non dire alcune cose, ma una chiara indivì­duazione dell’area su cui c’è accordo da parte di tutti, lasciando l’altra parte della materia, dove c’è disaccordo, anche se in questa sede tutte le forze politiche hanno espresso il loro parere, di modo che tutti sappiamo come reciprocamente la pensiamo. Il fatto che il Consiglio comunque in­viti a modificare il testo della legge ripristinando per questa parte almeno il testo originario ci sembra un fatto positivo.  

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