Ultimo paragrafo da aggiungere all’articolo “Una dichiarazione sempre attuale” inserito in questa biblioteca in data 28 giugno 2024
8. Il 250° anniversario della Dichiarazione – Siamo arrivati al marzo 2026 e lo spirito della Dichiarazione di Indipendenza continua a costituire l’indirizzo di fondo dei comportamenti politici degli Stati Uniti. Ne è l’ennesima riprova quanto sta avvenendo con la seconda Presidenza di Donald Trump.
Il Presidente ha il carattere mutevole dell’immobiliarista aduso alle trattative miliardarie, mutevole anche nelle preferenze di partito –democratico alle origini , ora repubblicano –, mutevole perfino nell’annunciare le intenzioni di sconvolgere i rapporti esistenti. Eppure, nonostante le diversità caratteriali ed operative dai predecessori, nei mesi recenti Trump sta continuando lo spirito del 1776 nella sostanza della sua politica internazionale. E’ molto attento a preservare le condizioni degli scambi (a cominciare da quelli con il suo paese) e perciò a scuotere le incrostazioni formatesi ma principalmente a colpire i potenti autocrati che degli scambi minacciano la struttura. Quest’ultima scelta l’ha fatta nello scorso giugno contro il nucleare iraniano, poi nel rimuovere il dittatore venezuelano Maduro con i suoi traffici petroliferi ed infine con la nuova azione per decapitare in maniera drastica il nucleo fondamentalista dell’Iran di Kamenei. Azioni circoscritte e rapide il possibile, per ristabilire le condizioni degli scambi (l’ultima azione in corso scongiura il forte pericolo nucleare, l’incubo missilistico e il dare soldi alle tre milizie terroriste, Hamas, Hezbollah, Houthi, titolari dell’intento scritto di eliminare Israele), un fattore essenziale per la libertà dei cittadini. Azioni che finora attuano un aspetto chiave dello spirito del 1776, cioè non praticano una libertà imperiale a carico dei paesi alleggeriti dalle dittature. Una volta alleggerito, ognuno diviene autonomo nel governarsi.
Naturalmente ciò indispettisce tutti coloro, singoli e soprattutto partiti, che sono soliti non apprezzare i documenti costitutivi degli Stati Uniti e che di fatto , nel segno di un ideologismo di sinistra o di una religiosità temporale, d’abitudine esercitano il potere tessendo rapporti istituzionali tra potenti piuttosto che con i liberi cittadini. Sono indispettiti poiché l’esperienza dimostra ancora una volta che le loro scelte impositive nella politica interna, a livello internazionale corrispondono all’impotenza. A tale livello, siccome privilegiano i rapporti tra le élites governanti, non sono interessati a creare e a preservare piene condizioni di libertà civica, mentre al contempo permettono alle autocrazie e al terrorismo di guadagnare terreno. Si comportano così perché pensano solo a comandare, e, quanto agli effetti sui cittadini, li relegano all’ultimo posto. Sono indispettiti perché avvertono che i loro forti legami amicali vengono messi da parte dal rafforzarsi nel mondo libero della diversità degli individui.
Per tutto ciò, la Dichiarazione di Indipendenza degli Stati Uniti festeggia il suo 250° compleanno in ottima salute.

