Errori attribuiti impropriamente ai liberali

Il Corriere della Sera pubblica un ampio articolo della Fondazione Einaudi intitolandolo “il ruolo e le idee dei liberali italiani”. Solo che elude il punto centrale per una effettiva politica liberale: che non sono tanto le idee, quanto i comportamenti con esse coerenti che diano un ruolo operativo conseguente alle idee. Anzi. Si fa credere che i liberali si debbano misurare sull’andare oltre il 30% ottenuto lo scorso settembre dagli oppositori della riduzione del numero dei parlamentari. Il che è errato due volte. Primo perché le idee liberali non si prefiggono di essere una maggioranza (una pura illusione vietata dalla realistica consapevolezza del conformismo del paese per il potere), bensì di tessere alleanze su temi influenti per arrivare in Parlamento alla maggioranza. Secondo perché giudicare il taglio dei Parlamentari uno scempio di democrazia, è una contraddizione evidente dal punto di vista liberale. Un liberale non può concepire le Camere come un club di privilegiati da tutelare, dal momento che la rappresentanza è un meccanismo di scelta con le redini sempre nelle mani dei cittadini. Per questo, l’ossessiva opposizione al referendum di settembre, nell’illusione quantitativa di cavalcare un’onda inesistente, non è un seme che darà i suoi frutti, proprio per la sua sterilità in chiave liberale.

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