Da Danilo Taino a Raffaello Morelli il 20 febbraio 2020 , ore 11. 20
Già, è un bel tema quello che pone lei. Mi pare di capire che si tratti della tensione tra efficienza e libertà. Le quali non credo siano sempre in lotta tra loro e sul lungo periodo probabilmente non lo sono. Anzi. In certi casi, però, possono davvero esserlo, come mi pare che lei noti.
Io sospetto che una risposta – mi rendo conto, un po’ generica – stia nel dare la priorità alla libertà individuale.
Detto questo, mi pare che gli interventi delle banche centrali siano piuttosto distorsivi dei mercati.
Grazie del messaggio
Un caro saluto
dt
Mail del 20 febbraio 2020 di Raffaello Morelli a Danilo Taino
Caro Taino
come al solito i Suoi articoli sono un’isola di vero giornalismo informativo.
Quello di stamani mi provoca un domanda.
Se non ho campito male, le imprese zombie resistono più di prima e, resistendo, continuano a produrre. Ne deriva che le conseguenze negative sulla crescita della produttività, non coincidono più con quelle sulla produzione. Ma allora, non sarà che siamo nella stessa condizione di quella medicina che lavora pensando alla perfetta sanità umana tendendo a trascurare gli individui che non vivono secondo tale modello? Questa propensione dei medici è sempre in tensione con la realtà. Loro fanno il proprio mestiere nell’indicare il miglior funzionamento dell’organismo mentre i pazienti ne tengono conto come possono e vogliono per la propria esistenza.
Nel caso della vita politica effettiva, siamo sicuri che vadano ritenute tassative le indicazioni circa la crescita della produttività e che la valutazione non negativa non vada estesa anche alla crescita della produzione pur accompagnata dall’aumento circoscritto del debito nei limiti dell’inflazione fisiologica? In fin dei conti, in termini di libertà individuale diffusa, non è preferibile che tutti i cittadini siano produttivi, anche se una parte non lo è appieno?

