Atto importante (con stecca iniziale)

Scritto per la rivista NON CREDO  n.20

 

Il Sindaco Pisapia ha introdotto a Milano il registro delle Unioni civili. Era parte del suo programma e alla fine lo ha realizzato. Non è stata una procedura liscia. Era partita zoppicando, con l’annuncio del Sindaco, a metà inverno, che avrebbe agito dopo la visita del Papa a Milano i primi giugno. Dal punto di vista laico della separazione stato religioni era una stecca, dato che un rinvio del genere è un nonsenso di tipo concordatario, per non disturbare i desideri della Chiesa. Però, fatta la stecca e forse anche per le reazioni provocate, la pratica è stata perfino anticipata dal previsto autunno a fine luglio ed approvata. Mescolando gli schieramenti (gli astenuti della maggioranza sono stati rimpiazzati da altrettanti a favore della minoranza).

 

E’ un passo di rilievo. Non invade spazi che un consiglio comunale non può invadere (le unioni civili registrate varranno solo per i servizi fatti dal Comune di Milano), ma è importante perché ad una legge nazionale con impostazione analoga non si arriverà mai senza una coerente spinta dalle istituzioni del territorio (meno male che i registri municipali si stanno moltiplicando). L’importante è che la spinta sia coerente, cioè non si nasconda nelle nebbie politicanti. E’ in ballo un principio cardine, l’accettare la libertà dei cittadini di fare le scelte della propria vita. Una questione non creata dall’aumento statistico delle coppie diverse, ma da esso rafforzata nel dimostrare che tale libertà non è mai un fattore eversivo. Insomma, occorre demolire, anche a livello  nazionale, il fantasioso ritornello  secondo cui la Costituzione italiana riconoscerebbe solo il matrimonio tradizionale tra uomo e donna (quando obbliga solo a tutelare i diritti di questo istituto) e che il tema non sarebbe urgente. A parte il fatto che altri 15 paesi dell’UE hanno già legislazioni al riguardo, è incomprensibile che in Italia non sia prevista la possibilità di ereditare o quella di ottenere la pensione di reversibilità in caso di unioni che non siano il matrimonio tradizionale. Con buona pace di chi lo dice, il registro delle unioni civili non è una farsa per eludere gli attuali problemi economici. E’ un modo serio per affrontare problemi chiave della vita di ognuno. Nel modo aperto dei laici liberali, i quali, come non possono ridurre la vita all’economia, così non possono ridurre l’amore al procreare.

 

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