Un apprezzamento e un quesito (a Mario Calabresi)

Egregio Direttore,

stamani, l’articolo di Marcello Sorgi da Voi pubblicato, esprime con efficacia negli ultimi quattro paragrafi e poi con esattezza nelle tre righe conclusive, quella che per noi è ormai una questione cardine della convivenza nel nostro paese: ” Il problema non è, o non è più, l’ingerenza della Chiesa in politica. Ma di chi la subisce perché non ha buoni argomenti per confrontarsi. L’afasia dei laici, in quest’ambito, è l’altra faccia della voce dei cattolici, che, nel tempo mediocre della nostra politica, s’è fatta più forte”.

Mi permetta però di porLe un quesito. Ma se anche il  quotidiano da Lei diretto non da ospitalità ai ripetuti interventi di chi come noi sostiene da tempo argomentatamente una tesi analoga – che gli avversari della laicità non sono religione e gerarchie, ma i politici e gli ordinari cittadini dediti al clericalismo spesso per mera convenienza personale –  è perché ad esempio la Federazione dei Liberali non rientra nel mondo politico che esercita il potere ? E se è così, in quale altro modo pensate possa essere avviato a soluzione il pericoloso problema dell’afasia dei laici ( che pure argomenti ne hanno, decisivi e sperimentati) per ricostruire tra i cittadini la dovuta sensibilità sul principio pratico del separatismo tra Stato e Chiesa ?

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