Il credito cooperativo e la concorrenza nel capitalismo (a Massimo Mucchetti)

Il Suo articolo di stamani sul Commissario Kroes affronta un problema reale e solleva una esigenza esatta, e cioè che nel quadro della concorrenza tra le imprese del credito è opportuno non cancellare le differenze. Mi pare peraltro che non sia possibile ridurre la questione a chiudere la procedura contro i privilegi fiscali per le BCC.

In effetti credo che, in nome delle differenze, sia difficile eludere il problema di concentrazioni che , nell’attuale quadro, restano agevolate, anche se le motivazioni da Lei addotte sono fondate. Ciò che  lasciano in più le agevolazioni fiscali contribuisce a formare un nucleo di riserve che darà maggiori garanzie di solidità e di rapporti territoriali ma che obiettivamente finisce per determinare una concentrazione utile al potere di chi la controlla. Questa concentrazione extra fiscale è un problema per la concorrenza. Lei fa intendere che è un modo di riequilibrare il mito delle spa. Ma ciò non scioglie la contraddizione. Forse non è una soluzione la procedura di infrazione fiscale, ma non credo lo sia neppure accettare uno status quo che favorisce significativi  privilegi  di potere sul mercato ( e dunque ne ostacola il funzionamento). Anche qui si pone il problema di trovare nuovi assetti per le attività di concorrenza nel capitalismo.

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