Sul Congresso dei Radicali toscani (a Daniele Capezzone)

Caro Daniele,

Ti ringrazio innanzitutto per la cortese accoglienza che mi avete dato ieri al Vostro Congresso Regionale. E, come Ti avevo annunciato salutandoTi, desidero farTi due piccole notazioni in nome di costruttivi rapporti improntati allo spirito critico liberale:

1 – il tuo rimprovero alla FdL circa lo scarso impegno sui referendum mi pare non abbia tenuto conto di quanto era capitato a febbraio. Dopo contatti con Pannella e con Te, in cui sottolineavo la nostra convinzione della necessità di dare al referendum un’impostazione non solo abbastanza specialistica (che non tocca tutti) ma che lo ancorasse ad un tema più generale e più appassionante come la laicità delle istituzioni ( che comunque tocca tutti), fu inviato a Cappato, su vostra indicazione, una bozza di manifesto abbastanza esaustivo. La settimana successiva, fatte le vostre consultazioni, ci venne risposto che i concetti andavano bene ma che inserire il referendum “in quadro più generale della laicità non serviva ad una interlocuzione sociale cementata dallo sdegno vivo e concreto per le violenze e le proibizioni della legge” che avrebbe invece permesso di trovare il sostegno di migliaia di medici e di ammalati per il referendum. Opinione rispettabilissima che dopo due o tre settimane approdò a quella che Tu ieri hai chiamato la strategia del “fai da te”. Noi, qualche mano in giro l’abbiamo data, ma certo con minore entusiasmo, tenuto conto della nessuna considerazione del nostro punto di vista ( che pure in precedenti occasioni non è stato privo di lungimiranza), anche alla luce della preoccupazione che avevamo e che continuiamo ad avere per cui, mettendo in secondo piano le questioni politico culturali generali (la laicità delle istituzioni), sarà più complicato scaldare i cuori della maggioranza e vincere questo referendum;

2- mi è parso un po’ sbrigativo il Tuo giudizio di negare lo status di progetto politico alla coalizione tra laici vari, liste civiche e socialisti uniti che stiamo costruendo in Toscana in una posizione fermamente differenziata dal centro destra e dal centro sinistra e con la bandiera di ridare ai cittadini la loro autonomia civile soffocata dal conformismo e dal consociativismo; tanto più che Tu stesso avevi poco prima correttamente indicato nei rapporti tra laicità delle istituzioni e fondamentalismi di vario genere la questione di fondo della nostra epoca a livello mondiale. Per quanto riguarda la coalizione Toscana Futura, nelle prossime settimane contiamo di uscire a sostegno dell’accettazione dei referendum prima e dell’abbinamento con le regionali poi, e siamo pronti a condividere altre iniziative che vorrete proporre; confermo l’auspicio che da parte vostra sia possibile prendere in serio esame la possibilità di far parte della coalizione che ha l’obiettivo ( a mio parere difficilmente eludibile, anche alla luce della vostra esperienza referendaria e non ) di costruire ai vari livelli istituzionali un’aggregazione abbastanza omogenea culturalmente in tema di libertà e di laicità. Noi ci speriamo davvero, perché, riuscendo ad integrare le differenti caratteristiche di tutti noi, può essere a portata di mano l’opportunità di sfruttare la nuova legge elettorale toscana.

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