Dei liberali si parla il meno possibile (a Ferruccio De Bortoli)

 

Al Direttore de

Il Corriere della Sera

 

Egregio Direttore,

non più tardi di ieri il Suo giornale – al pari degli altri più importanti media – ha infranto il muro del silenzio sui liberali per dar notizia del­l’elezione di Pat Cox a Presidente dell’Euro-par­lamento. Molto bene. Però l’audacia non è cosa di tutti i giorni. E così oggi, su Sette, si è rientrati nelle sane e prudenti abitudini.

Un articolo di più di una pagina sulla prima coppia del Senegal, a firma di Sara Gandolfi, trat­teggia la figura del Presidente Abdoulaye Wade e della moglie, richiamando le lunghe battaglie po­litiche ultraventennali, la lotta contro il Partito Socialista, la leadership del primo partito di op­posizione e trovando modo di dire perfino che i signori Wade sono attesi dagli ospiti della Regio­ne Toscana che li hanno inviatati per un conve­gno internazionale sulla schiavitù. Tutto ciò sen­za mai nominare o anche solo far riferimento alle idee politicoculturali della coppia presidenziale.

Sul fatto che Maitre Abdoulaye Wade sia capo del partito liberale del Senegal, che aderisca da più di venti anni a Liberal International, ne sia esponente di assoluto primo piano e tuttora com­ponente della Presidenza, che in quanto leader li­berale sia stato incarcerato dai suoi nemici, su tutto questo il più rigoroso oblio. Secondo i dettami del  conformismo italico per cui liberali sono tutti meno che i liberali. Nonostante che, proprio alla pagina successiva di Sette, un altro articolo titoli “Dica qualcosa di politicamente scorretto “, per la Signora Gandolfi scrivere la parola “liberale”  davvero troppo politicamente scorretto.

Con i migliori saluti

Raffaello Morelli

* Il prossimo 52° Congresso di Liberallnternational si terrà appunto in Senegal (Dakar. 23-25 ottobre 2003).

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