Agli amici e dirigenti della
Federazione dei Liberali
Cari amici,
l’Assemblea degli Amministratori tenuta venerdì scorso si è incentrata essenzialmente su alcune questioni che credo opportuno riassumerVi sinteticamente.
Punto primo. Il modo d’essere liberale ä fisiologicamente legato all’idea di autonomie locali così come lo ä all’idea della individualitÖ dei cittadini soggetti consapevoli della convivenza civile. Le autonomie locali come le intendono i liberali sono garantite dalla legge, responsabili delle loro risorse, titolari della potestÖ amministrativa e organizzativa. Devono essere espressione di un federalismo non separatista, capace di battere la burocrazia centralista e al tempo stesso di mantenere forte il vincolo del riequilibrio e della solidarietÖ in ambito nazionale.
Punto secondo . I liberali ricercheranno aggregazioni sul metro delle scelte di governo locali e regionali e respingeranno ogni suggestione di meccanico riproporsi della contrapposizione tra il polo delle libertà e i progressisti. Ed ä sempreˇper ostacolare questa meccanica contrapposizione che i liberali stanno promuovendo la costituzione della Lega per il Doppio Turno. Vogliono eliminare sç il proporzionale ma per dare alˇcittadino la possibilitÖ di scegliere davvero lui, non per obbligarlo ad iscriversi a questa o a quella grande organizzazione esistente.

