Intervista de L’Opinione al Vice Presidente SACIS

Iniziamo con questo numero un viaggio all’interno delle consociate RAI per fare il punti sul loro ruolo e sul loro stato di salute mentre diviene più serrato il confronto pubblico privato nel settore radiotelevisivo. Abbiamo incontrato Raffaello Morelli, vice presidente della SACIS; liberale, componente della Direzione Centrale del PLI.

Intervistatrice Daniela Bianchini . La forma dell 5 consociate con le quale oper la RAI (Sacis, Sipra, FonitCetra, Eri e negli USA la Rai Corporation) è quella della società di capitali con la RAI unico socio. E’ veritiera l’impressione che si ricava dall’esterno, di una loro tendenz a considerrsi colonie della ccapogruppo?

Raffaello Morelli: Effettivamente le consociate non brillano per autonomo spirito di bandiera. Anche la SACIS ha avuto nei confronti della RAI, un atteggiamento più di soggezioine che di dinamica intraprendenza, quasi fosse una ripartizione inteena alla RAI e non un’azienda separata voluta così dalla stessa RAI. In questo stato di cose gioca il fatto dell’unico azionista, ma ancor più l’anomalia giuridica della struttura RAI rispetto alle altre impree italiane. Il Consiglio di Amministrazione ha poteri troppo limitati rispetto a quelli attribuiti per legge direttamente al Direttore Generale. E un vertice bicafalo su un corpo enorme di quasi 14000 dipendeni e 600 dirigenti, suddiviso in più reti e potentati vari. Ha finito per dar vita ad una Direzione Generale strapotente su cui ha proliferato un sottobosco inestricabile di interessi e di cordate che ha fagocitato anche lo spirito di iniziativa delle consociate Specie in quei dirigneti e dipendenti che sono rimasti alla cultura del monopolio di mamma RAI e che , se possibile preferisconoevitare scelte e responsabilità.

Intervistatrice Daniela Bianchini . Si ha l’impressione che l’avvento della concorrenza di Berlusconi abbia provocato uno shock che a onde concentriche si sia propagato dalla Rai alle consociate.

Raffaello Morelli: La RAI si è scossa pià per confermarela propria sacrale preminenza che per svolgere la necessaria funzoine pubblica in. un sistema di fatto aperto alla concorrenza. Invece di puntare ad una maggiore qualità, resta assai forte la tendenza a scimmiottare la televisione commerciale proprio nei suoi aspetti più consumistici. Le consociate, o almeno per quel che vedo la Sacis, stanno sforzandosi di accelerare la conversione ad una mentalità sempre più aperta al mercato e più attenta all’efficienza e all’economicità. Ma nell’inttero pianeta RAI , sotto questo aspetto, il clima è assai ancora nuvoloso. Basti pensare alle resistenze con le quali sono stati accolti i rilievi sulla gestione fatti dagli analisti dell’IRI oppure alla ritrosia della Direzione Generale ad incontrarsi con la Fininvest per dare regole più razionali ad una competizione attualmente selvaggia, in attesa che il legislatore si svegli. Un atteggiamento di malinteso prestigio non è giustificato per un gruppo pubblico che per obiettivo deve avere non la propria supremazia ma l’equilibrata crescita del paese.

Intervistatrice Daniela Bianchini; A settembre è stato insediato il nuovo Consiglio di Amministrazione della SACIS: l’atteggiamento nei confronti della RAI, le sembra stia mutando ?

Raffaello Morelli : La volontà è di maturare una mentalità se nn aggressiva quanto meno attiva e imprenditoriale, secondo le stesse indicazioni espresse dal Consiglio di Amministrazione RAI, che le ha date come un genitore preoccupato per i figli troppo aggrappati ale gonnelle della mamma. Alla SACIS, questa mentalità più che nel settore del controlllo della pubblicità TV, dovrà irrobustirsi nei rapporti con le private locali e con gli sponsor ma sorattutto cresdere nel modo di essere presente nei mercati esteri sui quali, pre ragioni diverse, negli ultimi anni è divenuto sempre più difficile intervenire. In particolare, un nuovo obiettivo su cui a SACIS sta impegnandosi è quello di sviluppare i mercati non interessati dalle produzioni RAI, per esempio quelli dell’America del Sud e dell’Asia, nella prospettiva di collocare programmi italiani con pubblicità italiana per favorire la nostra penetrazione nazionale su quei mercati. Aumentando anche l’attenzione ai paesi con forti comunità di origine italiana che agevolerebbero l’accettazione delle nostre produzioni e che rafforzerebbero la nostra presenza culturale. Gli accordi in corso di realizzazione con Reded Globo peril Brasaile e la Lorimar per l’Estremo Oriente, sono già passi concreti i questa direzione.

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