Da Raffaello Morelli ad Aldo Cazzullo , mail 26 febbraio ore 15,27
Certo, se Lei continua a non intendere pregiudizialmente cosa dicono i testi.
Da Aldo Cazzullo a Raffaello Morelli, mail 26 febbraio ore 13,24
Di sicuro contraddicono Morelli
Da Raffaello Morelli ad Aldo Cazzullo , mail 26 febbraio ore12,57
Leggo il testo e conosco un po’ la mentalità dei cattolici di livello. Secondo Lei contraddicono il Papa?
Da Aldo Cazzullo a Raffaello Morelli, mail 26 febbraio ore 12,43
Ma come fa a dire che Cozzoli non stava parlando dell’Ucraina? Ma dai!
Da Raffaello Morelli ad Aldo Cazzullo , mail 26 febbraio ore12,39
Lei e la logica proprio non riuscite a parlarvi.
Da Aldo Cazzullo a Raffaello Morelli, mail 26 febbraio ore 11,40
E lei farebbe meglio a dire che sta con Putin, spero gratis
Da Raffaello Morelli ad Aldo Cazzullo , mail 26 febbraio ore 9,20
Egregio Dottore,
il Suo articolo sul Corriere di stamani contiene due gravi distorsioni dei fatti, rispettivamente nella citazione di monsignor Parolin e in quella di monsignor Cozzoli. Non sono in grado di dire se Lei abbia voluto farlo apposta oppure non abbia davvero compreso il senso di quanto hanno detto i due monsignori. In ogni caso le cose stanno come descritto di seguito. E dunque i lettori sono in ogni caso ingannati dalla Sua distorsione dei fatti.
Monsignor Parolin (“Il diritto a difendere la propria vita, il proprio popolo e il proprio Paese comporta talvolta anche il triste ricorso alle armi”) non ha detto di sostenere anche con le armi il popolo ucraino, bensì una cosa ben differente, cioè che una persona e un paese talvolta ha il diritto a difendersi con le armi. E non ha minimamente accennato al fatto che un soggetto terzo faccia bene o sia tenuto ad intervenire rifornendoli di armamenti.
Monsignor Cozzoli (“Una volta esaurite tutte le possibilità di un pacifico accomodamento, non si potrà negare ai governi il diritto di una legittima difesa”) ha sostenuto una tesi del tutto inapplicabile al caso Ucraina, dal momento che l’Ucraina non aveva esaurito tutte le possibilità di un pacifico accomodamento (l’Ucraina nel febbraio 2015 ha sottoscritto con Russia, Francia e Germania il trattato Minsk2 con il quale si obbligava ad inserire in Costituzione l’autonomia rafforzata al Donbass, è stata inadempiente da allora e ha rifiutato ancora i farlo la settimana prima dell’invasione).
Infine, per completare il detto non c’è due senza tre, Lei, assumendo un tono equanime, ha scritto “Francesco ha gridato la propria contrarietà all’aumento delle spese militari di Paesi in pace. Ma non è affatto equidistante tra aggrediti e aggressori”. Dimenticando (di nuovo non so se apposta o per smemoratezza transitoria) che proprio ieri Francesco ha solennemente consacrato Russia e Ucraina a Maria, regina della Pace.
Invece di distorcere la realtà, penso farebbe bene, per rispetto dei lettori, a dire con chiarezza che Lei intende sostenere la linea politica di Stoltenberg e di Blinken, fautori di comportamenti che portano alla guerra.
Distinti saluti
Raffaello Morelli

