Il Comitato sulla distribuzione dell’inoptato e la laicità

Scritto per la rivista bimestrale Non Credo

La nascita in queste settimane del Comitato “Via le mani dall’inoptato” rappresenta  una buona notizia per la laicità nel convivere. Non perché si occupi superficialmentte di tradizionali argomenti laici, ma perché ha un obiettivo unico che collima nel profondo con la mentalità laica. Quello di togliere dalla legge italiana una norma che raggira il cittadino.

Come si legge sul sito www.vialemanidallinoptato.it,   il Comitato ha il solo scopo di far maturare la consapevolezza della necessità  di eliminare l’ultimo  periodo  dell’art. 47 c. 3 della legge 222/1985 che riguarda la distribuzione  dell’8xmille inoptato della dichiarazione IRPEF.

Si sa che ogni anno i contribuenti italiani possono versare l’otto per mille della propria imposta alle dodici confessioni religiose che hanno stabilito un’intesa con lo Stato.  Però questa scelta la fanno appena più del 40% dei contribuenti. Quasi il 60% non opta , e quindi intende lasciare all’Erario la propria imposta. Appunto l’inoptato. Quel rigo della 222/1985, invece, distribuisce l’inoptato secondo la proporzione delle scelte fatte da tutti i contribuenti.  La conseguenza è che, le scelte  di appena più dei due quinti dei contribuenti, vengono imposte ad appena meno dei tre quinti che hanno lasciato l’imposta all’Erario. Quindi il contribuente che non ha scelto come destinare l’8×1000 , viene raggirato dalla riga della legge, che distribuisce le somme diversamente da come lui ha deciso con la  sua dichiarazione IRPEF .

E’ un vero e proprio raggiro democratico. Non è solo una questione di rappresentanza. E’ anche un trucco  finanziario. Perché  distribuendo in proporzione l’inoptato ­–  oltre che far perdere all’Erario circa un miliardo l’anno di imposte inoptate e distribuite nel complesso tra le confessioni (per l’esattezza tra le dieci che accettano questa distribuzione) – la Chiesa cattolica riscuote intorno a 700 milioni all’anno in più di quanto le spetta in base alle scelte a suo favore fatte in concreto.

Questo unico scopo del Comitato ­– impegnarsi per creare le condizioni necessarie ad eliminare quella riga dalla legge 222/85 –  è una scelta assai significativa, che da una dimensione concreta ad una battaglia laica. Rende chiaro che il reale avversario della laicità e della neutralità istituzionale, non è più, come ai tempi di Cavour, la Chiesa Romana, bensì la mentalità e i comportamenti diffusi in Italia con cui si opprime il cittadino individuo che vorrebbe esercitare lo spirito critico e  lo sperimentare, soffocandolo sotto il presunto bene comune del conformismo civile. Un’attitudine oppressiva che ha trovato in questa norma un’applicazione perfetta, appunto manifestandosi nel raggiro ai danni del cittadino. Si è finto di voler introdurre  un  criterio di apertura tributaria ai desideri dei cittadini espressi nelle loro scelte IRPEF (la parte della legge che regola l’8×1000). Ma subito dopo nello stesso capoverso della legge, si è innescata una manovra tecnica conformista che obbliga tutti quei contribuenti che non hanno optato (così scegliendo l’Erario) a  subire una scelta opposta a quella da loro espressa.

Perciò, porsi come obiettivo l’impegno a compiere un atto di bonifica legislativa a favore del cittadino,  è un importante passo fatto dal Comitato sulla strada del far crescere la laicità civile. Da l’esempio di un modo di agire affidato non alle proteste, alle speranze e alle bandiere ma ai comportamenti concreti. Il che è il cuore della vera partecipazione  di ognuno alle vicende del vivere insieme. Appunto come esige la laicità. Lungo tale strada, il prossimo passo consisterà verosimilmente nel diffondere sull’intero territorio italiano la presenza del Comitato Via Le Mani dall’Inoptato. E alla fine verrà la scelta di quale procedura giuridica adottare per dare corso all’obiettivo sociale, sopprimere la norma della legge 222/85.

In proposito, oggi, oltre a ciò che  esiste al momento, va considerata anche la possibilità che al Senato venga accelerato l’esame della modifica già approvata dalla Camera due anni fa concernente la normativa sull’iniziativa popolare. Se ciò avvenisse, il Comitato potrebbe avere una ulteriore possibilità di scelta, tra l’altro più incisiva. Si deve comunque osservare che il Comitato ha imboccato l’indirizzo , l’intervento legislativo ordinario, che è il più coerente con la sua impostazione. Siccome di fatto la stortura della distribuzione dell’8xmille non è di tipo costituzionale e pertanto non richiede una modifica della Costituzione.  

Nel complesso l’obiettivo che si è posto il Comitato  Via Le Mani dall’Inoptato non è facile. Senza dubbio . Ma è un obiettivo laico parecchio importante. La figura umana del cittadino  vi svolge il suo ruolo funzionale nell’essere impegnata a migliorare le condizioni del modo di relazionarsi di continuo nel convivere. E ciò è davvero utile a chi lo fa e agli altri, perché migliora le relazioni. Non a parole o inoculando sperare future.

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